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Perché molti cattolici temono che il prossimo Sinodo possa minare le fondamenta della dottrina e della pratica cattolica? Expand

Gli eventi che si sono verificati durante il Sinodo Straordinario del 2014 e la rotta sulla quale pare essersi avviato il prossimo Sinodo dell'ottobre 2015, sembrano indicare che alcuni aspetti immutabili della legge morale cattolica vengano ormai considerati tali da poter essere messi in discussione, ed eventualmente modificati. Tra le varie proposte in questione vi è quella del Cardinale Walter Kasper in merito ad un nuovo approccio 'pastorale' nei confronti dei cattolici divorziati e risposati.

I vescovi accettano all'unanimità la proposta di Kasper? Expand

No, anzi molti ne sono inorriditi, e giustamente. Alcuni cardinali e vescovi hanno contestato pubblicamente la proposta di Kasper. Lo scorso anno, cinque cardinali hanno pubblicato un libro intitolato Permanere nella verità di Cristo, nel quale denunciano il progetto di Kasper. Di recente, 3 vescovi hanno presentato un volume intitolato Opzione preferenziale per la famiglia - Cento domande e cento risposte intorno al Sinodo, nel quale viene respinta con forza la proposta di Kasper e si sostiene invece l'autentico insegnamento ecclesiale sul matrimonio, la vita coniugale e la legge morale.

In che cosa consiste la proposta formulata dal Cardinale Walter Kasper? Expand

Il Cardinale Kasper propone un nuovo "approccio pastorale" che permetta ai cattolici divorziati e risposati - dopo un certo 'periodo di penitenza' - di essere riammessi alla comunione sacramentale, anche se perseverano nella loro unione irregolare.

È una proposta nuova? Expand

Sì, è una proposta del tutto nuova e soprattutto aliena rispetto alla dottrina e alla disciplina bi-millenarie della Chiesa Cattolica.

La Chiesa può introdurre un cambiamento del genere? Expand

No, nemmeno il Papa ha l'autorità per un cambiamento simile, dal momento che anch'egli, così come tutti i vescovi e i sacerdoti del mondo, è vincolato ad insegnare e praticare ciò che la Chiesa ha sempre insegnato e praticato nei suoi 2000 anni di storia. Il Concilio Vaticano Primo insegna infallibilmente che tutti i cattolici debbano attenersi alla Fede Cattolica "nello stesso senso e nello stesso modo di intendere" rispetto a ciò che la Chiesa ha sempre insegnato nel corso dei secoli, senza alcun cambiamento.

Che cosa ha a che fare tutto ciò con la proposta di Kasper? Expand

In merito all'impossibilità di "permettere" ai cattolici divorziati e risposati di accedere alla comunione sacramentale, il Cardinale de Paolis ha scritto: "Fedele alla parola di Gesù Cristo (Mc 10,11-12), la Chiesa afferma di non poter riconoscere come valida una nuova unione, se era valido il precedente matrimonio. Questa norma non ha affatto un carattere punitivo o comunque discriminatorio verso i divorziati risposati, ma esprime piuttosto una situazione oggettiva che rende di per sé impossibile l'accesso alla Comunione eucaristica."

Può il Papa introdurre questo cambiamento a favore dei cattolici divorziati e risposati? Expand

Nell'esprimere i limiti dell'autorità pontificia, il Concilio Vaticano Primo insegna infallibilmente che: "Ai successori di Pietro è stato promesso lo Spirito santo non perché per sua rivelazione manifestassero una nuova dottrina, ma perché con la sua assistenza custodissero santamente ed esponessero fedelmente la rivelazione trasmessa dagli apostoli, cioè il deposito della fede". Pertanto, nemmeno il Papa può cambiare la dottrina della Fede.

Ma i sostenitori della proposta di Kasper affermano che ciò che desiderano introdurre non è un cambiamento dottrinale, ma solo una modifica della pratica pastorale. Expand

Il Cardinale Brandmüller ha già liquidato egregiamente una simile pretesa: "è evidente che la pratica pastorale della Chiesa non può stare in opposizione alla dottrina vincolante, né semplicemente ignorarla. Allo stesso modo, un architetto potrebbe forse costruire un ponte più bello. Tuttavia, se non presta attenzione alle leggi di ingegneria strutturale, rischia il collasso della sua costruzione. Allo stesso modo, ogni pratica pastorale deve seguire la Parola di Dio, se non vuole fallire. Un cambiamento della dottrina, del dogma, è impensabile. Chi tuttavia lo fa consapevolmente, o lo richiede con insistenza, è un eretico - anche se indossa la porpora romana." In altre parole, si tratterebbe di un eretico anche se fosse un vescovo o un cardinale.

Non sono parole un po' troppo forti? Expand

Il Cardinale Brandmüller è solo uno dei tanti prelati che ha denunciato la proposta di Kasper. Ecco cos'ha detto in merito l'Arcivescovo Athanasius Schneider, del Kazakistan: "La proposta del Cardinale Kasper e dei simpatizzanti della sua teoria, implica un chiaro indebolimento dell'insegnamento di Cristo in merito all'indissolubilità del matrimonio. La teoria del Cardinale Kasper rivela una concezione di pentimento e penitenza decisamente non-cristiana."

Perché la teoria di Kasper denota una concezione di pentimento e penitenza non-cristiana? Expand

L'Arcivescovo Schneider ne spiega il motivo: "La comprensione biblica della penitenza prevede … che il peccatore abbia una ferma ed onesta risoluzione di non ripetere più in futuro ciò che ha fatto in passato e per cui si sta pentendo. è ovvio che, secondo la teoria del Cardinale Kasper, questi fedeli non sono affatto pentiti per aver commesso azioni che violano apertamente un Comandamento di Dio, 'Non commetterai adulterio', e quindi negano l'indissolubilità del vincolo matrimoniale."

Ma la Chiesa, in nome della compassione pastorale, non dovrebbe concedere qualcosa a quei fedeli che si trovano in situazioni difficili? Expand

La Chiesa è sempre pronta ad aiutare i fedeli che si trovano in situazioni difficili affinché possano tornare ad una vita di Grazia, e dimostrerà sempre nei loro confronti la misericordia e la compassione di Nostro Signore Gesù Cristo. Tuttavia, questa misericordia va di pari passo con l'insegnamento di Nostro Signore, il quale ha insegnato l'assoluta indissolubilità del matrimonio: "Chi ripudia la propria moglie e ne sposa un'altra, commette adulterio contro di lei; se la donna ripudia il marito e ne sposa un altro, commette adulterio" (Mc 10, 11-12). Come abbiamo già fatto notare, nessuno all'interno della Chiesa Cattolica, nemmeno il Papa, ha l'autorità di cambiare quest'insegnamento o di alterare la pratica pastorale al punto da dare l'impressione di sfidare questa verità divina.

E se un prelato dovesse affermare che la pratica della Chiesa può cambiare? Expand

Se lo facesse, quel prelato non sarebbe compassionevole, ma crudele, perché permetterebbe ciò che non ha l'autorità di permettere e concederebbe eccezioni per certi fedeli che non potrebbero mai essere realizzate. Inoltre, così facendo quel prelato indurrebbe tanti fedeli a ricevere una comunione in modo sacrilego, il che è peccato mortale. Quel prelato, in altre parole, non sarebbe più un pastore ma un lupo.

Quali sono le conseguenze per la Chiesa se i Padri del Sinodo seguiranno la linea proposta dal Cardinale Kasper? Expand

Il Cardinale de Paolis elenca quattro tra le conseguenze
più gravi:

  1. 1) si ammetterebbe alla comunione eucaristica una persona in stato di peccato mortale con approvazione esplicita della Chiesa, col pericolo di sacrilegio e di profanazione dell'eucarestia;
  2. 2) si metterebbe in discussione il principio generale della necessità dello stato di grazia santificante per poter accedere alla comunione eucaristica;
  3. 3) si metterebbe in discussione la morale sessuale, fondata particolarmente sul sesto comandamento;
  4. 4) si darebbe rilevanza alla convivenza o ad altri vincoli, indebolendo di fatto il principio della indissolubilità del matrimonio.

Com'è possibile che le autorità ecclesiastiche possano condurci così ostinatamente sulla cattiva strada?Expand

La stessa Suor Lucia di Fatima, già nel periodo tra gli anni '60 e '70, parlò del "disorientamento diabolico" che aveva colpito diversi membri della gerarchia ecclesiastica. Purtroppo, tale disorientamento continua a tutt'oggi.

Cosa possono fare i fedeli? Expand

I sacerdoti ed i fedeli cattolici, in accordo coi propri doveri derivanti dal Sacramento della Cresima, devono difendere la fede e resistere a questi perniciosi cambiamenti. Il Canone 212, Sezione 3 del Codice di Diritto Canonico afferma che: "In modo proporzionato alla scienza, alla competenza e al prestigio di cui godono, essi [i fedeli] hanno il diritto, e anzi talvolta anche il dovere, di manifestare ai sacri Pastori il loro pensiero su ciò che riguarda il bene della Chiesa; e di renderlo noto agli altri fedeli." Come fatto notare da Padre Linus Clovis, il Canone 212 "è un'esortazione a parlare pubblicamente di tutto questo!"

Qual è la soluzione proposta dal Centro di Fatima? Expand

Il nostro apostolato incoraggia tutti i cattolici ad ergersi a difesa del matrimonio, della famiglia e dell'Eucaristia, con tutti i mezzi legittimi di cui disponiamo. Chiediamo ai nostri amici e sostenitori di diffondere questo volantino il più possibile e di ottenerne altre copie da poter inviare a sacerdoti, vescovi e cardinali. Incoraggiamo inoltre a rispettare l'impegno di recitare tutti i giorni il Santo Rosario, come richiesto dalla Madonna, di praticare la devozione di Riparazione dei primi Cinque Sabati e di continuare a richiedere al Santo Padre la consacrazione della Russia al Cuore Immacolato di Maria. Solo questa consacrazione, che deve essere compiuta dal Papa in unione con tutti i vescovi del mondo, sarà in grado di portare pace e ordine - non solo al mondo, ma anche alla nostra Chiesa, così duramente provata in questi ultimi decenni.