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Papa Francesco va a braccetto col radicalismo islamico?

di Christopher A. Ferrara
22 luglio 2016

I nostri lettori si ricorderanno che, di recente, Francesco ha avuto un tête-à-tête con il musulmano “moderato” Sheik Ahmed el-Tayeb, grande “Imam” dell’Università di Al-Azhar, a Il Cairo, e forse la figura più autorevole del mondo Sunnita, che all’epoca era sotto la guida nientemeno che del “Gran Muftì” d’Egitto.

Mi ricordo all’epoca di aver pensato, tra me e me, “moderato un accidente!” … anzi, avrei scommesso che, con una breve ricerca, avremmo potuto scoprire da qualche parte nei suoi scritti o in uno dei suoi discorsi un’invocazione alla guerra santa contro gli infedeli. Non sarebbe stato sorprendente, visto quant’è “moderato” il codice penale Islamico egiziano e quello di altri paesi islamici cosiddetti “moderati”. All’epoca, tuttavia, lasciai correre, anche perché se dovessi seguire tutto quello che esce fuori dal circo bergogliano non potrei far altro che scrivere all’infinito!

Fortunatamente c’è qualcuno che lo ha fatto per noi. Si chiama Raymond Ibrahim, un egiziano nato da genitori Copti - un’autorità sull’Islam che parla benissimo l’inglese e l’arabo. Nel suo blog ha rivelato le seguenti informazioni:

Settimana scorsa, sul suo quotidiano spettacolo televisivo durante il Ramadan , il Dr. Ahmed al-Tayeb – recentemente invitato in Vaticano e abbracciato caldamente da Papa Francesco, e descritto dai media occidentali come “moderato” - ha detto che “l’apostasia contemporanea si presenta nelle vesti di crimine, aggressione, e grande tradimento, così dobbiamo trattarla come un crimine che deve essere contrastato e punito.”

Se da un lato afferma che coloro che non seguono la religione islamica sono propensi alla criminalità, dall’altro Al Tayeb ha caratterizzato in particolare coloro la cui apostasia diventa evidente come “un grande pericolo per la religione islamica. E questo perché la sua apostasia è un risultato del uso odio verso l’Islam ed una manifestazione della sua opposizione ad esso. Secondo la mia opinione, si tratta di grande tradimento.”

Al -Tayeb ha infine aggiunto quello che sanno tutti i mussulmani: “Ciò che si impara nell'Islam [al- fuqaha] e gli imam delle quattro scuole di giurisprudenza considerano è che l'apostasia un reato e sono d'accordo che l'apostata deve o rinunciare alla sua apostasia o altrimenti essere ucciso”.

Infine, ha citato una tradizione, o hadith, del profeta islamico, che permette di uccidere i fratelli mussulmani se si verificano tre circostanze: l’adulterio, l’omicidio e l’apostasia.

Il sito islamico anti-radicale Mahound’s Paradise fa notare come l’Istituto del Cairo per gli Studi sui Diritti Umani abbia chiesto a al Tayeb di ritrattare le proprie affermazioni, senza ricevere alcuna risposta. L’istituto riporta inoltre un fatto del quale Francesco dovrebbe essere a conoscenza, nell’esercizio di una ragionevole prudenza in merito ai mussulmani “moderati”, e cioè che l’università di cui è Grand’Imam Al Tayeb “adotta due interventi contraddittori: uno è aperto e diretto all’esterno, mentre l’altro sostiene l’estremismo violento, ed è diretto all’interno.

Gli autori di Mahound Paradise commentano quindi che “il Papa non ha alcuna idea di chi sia o in che cosa creda veramente Al Tayeb o forse, più propriamente, non gliene importa nulla”. Ecco, io opto per la seconda ipotesi, perché spiegherebbe molti dei comportamenti di Bergoglio, compresa la sua pretesa di voler permettere una vera e propria invasione islamica in Europa e la sua curiosa reazione (di assoluto silenzio) rispetto all’attuale genocidio perpetrato in tutto il mondo ai danni dei Cristiani da parte di fedeli islamici.

Infine, c’è l’incredibile dichiarazione di Francesco: “Non mi piace quando si parla di genocidio di Cristiani, è un riduzionismo”. Ma in nome del Cielo, persino il governo degli Stati Uniti l’ha definito genocidio!

Francesco sta prestando il fianco all’Islamismo radicale, e il problema è che non se ne rende conto, oppure va semplicemente avanti per la sua strada, con incoscienza.

Quant’è ormai decaduto l’elemento umano della chiesa! Sono lontani i giorni in cui una fanciulla mussulmana di nome Fatima, catturata dai Cristiani, si convertiva alla Fede durante la riconquista del Portogallo e la sua liberazione dalla tirannia islamica, si sposava al principe che l’aveva liberata – perdutamente innamoratosi di lei – e diventava la Principessa Oureana (il suo nome cristiano). È in suo onore che si chiamano così il villaggio di Fatima e la città di Ourem!

Oggi, tuttavia, un papa va a braccetto con gli Imam ed I Muftì, mentre l’Islam è ormai risorto in Europa, con il plauso del Vaticano – i cui rappresentanti hanno partecipato all’apertura della prima moschea a Roma, già nel lontano 1989.

Ormai sembra che solamente un intervento divino possa mettere la parola fine a questa follia! Nostra Signora di Fatima, prega per noi!