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I "Missionari della misericordia":
Anatomia di una mossa puramente mediatica

di Christopher A. Ferrara
18 marzo 2016

Ora che mille "Missionari della Misericordia" sono stati inviati in missione da Papa Francesco, sorge spontanea una domanda: che cosa dovrebbero fare, esattamente, più di quello che un parroco è già in grado di fare? La risposta è chiara: assolutamente nulla, come dimostrato da un articolo (involontariamente rivelante) della Catholic News Agency (CNA).

Come riporta la CNA, secondo il Vaticano, ai "Missionari della Misericordia" è stata data facoltà "di assolvere i peccati nei casi altrimenti riservati alla Santa Sede." Per l'ennesima volta assistiamo ad un'assurda confusione tra l'assoluzione di "peccati riservati alla Santa Sede", che non esistono più col Codice di Diritto Canonico del 1983, con l'assoluzione di sanzioni associate a certi peccati, come la scomunica ad esempio, che in alcuni casi è ancora riservata al Vaticano, anche quando i peccati sono stati già assolti da un parroco locale.

A questo proposito, la stampa cattolica ha taciuto l'importanza di un "chiarimento" arrivato proprio dal Vaticano. Ecco cosa riferisce la CNA:

Anche se esistono diversi peccati di questo tipo, la Santa Sede ha chiarito che le facoltà dei Missionari della Misericordia sono limitate a solo quattro di questi.

Nello specifico: la profanazione delle Specie Eucaristiche, per chi le sottragga o le utilizzi per motivi sacrileghi; la violenza fisica contro il Pontefice, l'assoluzione del complice in un peccato contro il Sesto Comandamento ("non commettere adulterio") e la violazione del sigillo sacramentale da parte di un confessore.

Notate che due di questi quattro peccati possono essere commessi solo da sacerdoti o vescovi, e che il peccato di profanazione delle Specie Eucaristiche viene commesso molto raramente dai laici e quasi sempre esclusivamente da satanisti.

Inoltre, è da notare l'assenza dell'aborto da questa lista, o meglio la scomunica latae sententiae legata all'aborto, secondo il Canone 1398. Perché l'aborto non è compreso in questa lista? Perché non esiste alcun "peccato riservato alla Santa Sede", relativo all'aborto, né alcuna sanzione ad esso associata. Qualsiasi parroco, quindi, può assolvere quel peccato e rimuoverne la sanzione associata.

Il lettore si ricorderà dei racconti della stampa di mezzo mondo sul fatto che Francesco, che viene costantemente elogiato come "Il Papa della misericordia" (come se i suoi predecessori non lo fossero stati), aveva autorizzato i Missionari della Misericordia "a perdonare il peccato dell'aborto". Da dove avevano tratto quest'idea, a quanto pare errata? Proprio da Francesco, nella sua ormai famosa lettera all'Arcivescovo Fisichella, Presidente del Pontificio Consiglio per la Promozione della Nuova Evangelizzazione:

Anche per questo motivo ho deciso, nonostante qualsiasi cosa in contrario, di concedere a tutti i sacerdoti per l’Anno Giubilare la facoltà di assolvere dal peccato di aborto quanti lo hanno procurato e pentiti di cuore ne chiedono il perdono.

Avete letto bene: Francesco "aveva concesso" ai sacerdoti, durante il suo "anno della misericordia", qualcosa che essi già avevano, riducendo quindi implicitamente la portata della misericordia già oggi disponibile in qualsiasi confessionale! Ops...! Ecco il perché del tardivo "chiarimento" da parte del Vaticano sul fatto che Francesco, in realtà, non aveva mai garantito una fantomatica facoltà speciale di "perdonare il peccato di aborto".

Per quanto riguarda le quattro sanzioni summenzionate, che cosa impediva a Francesco di concedere a ogni sacerdote diocesano del mondo la facoltà di rimettere le sanzioni di quei peccati, proprio per rimanere nel tema della "misericordia illimitata" di Dio, che tanto gli sta a cuore? Nulla!

Ma allora a che servono davvero questi Missionari della Misericordia? Che servizio potranno mai dare alla Chiesa, se non quello di costare un sacco di soldi per farli venire a Roma al fine di ricevere questo loro "mandato" speciale? Assolutamente a niente! Quanto siano superflui i Missionari della Misericordia lo spiega bene l'articolo della CNA:

I vescovi potranno contattare i Missionari della misericordia più vicini ed invitarli nelle loro diocesi.

Padre Landry [uno dei Missionari della Misericordia] ha affermato che quando uno di loro viene invitato da un vescovo a recarsi nella sua diocesi, ciò che saranno in grado di fare dipenderà in sostanza da quello che permetterà loro il vescovo.

"Ogni pastore, ogni vescovo che chiede ad un missionario della Misericordia di venire nella propria diocesi avrà una sua idea sul modo migliore in cui gestirlo," ha detto Landry, spiegando che in qualche diocesi essi saranno probabilmente invitati a predicare e a confessare in luoghi come congressi, convegni giovanili, eventi per le famiglie e pellegrinaggi."

In altre parole, a parte la possibilità di rimettere quelle quattro sanzioni (una facoltà che Francesco avrebbe potuto concedere a qualsiasi sacerdote diocesano), i vescovi dovranno pensare a cosa far fare a questi Missionari, sempre che decidano di invitarli nella loro diocesi. Tutte le loro funzioni di cui ha parlato Padre Landry, tuttavia, sono già eseguite normalmente dai normali sacerdoti!

È uno scherzo? Purtroppo no. È solo una trovata mediatica al servizio dello slogan: "Papa Francesco: la rivoluzione della tenerezza e dell'amore", come descritto in modo spudorato dal cardinale Kasper. Negli ultimi 50 anni - e oggi più che mai - la Chiesa viene governata secondo slogan rivoluzionari e "happening" di questo tipo, piuttosto che dalla sostanza della fede Cattolica. Ed è questa nube di inutili orpelli a caratterizzare quella che è probabilmente la più grande crisi nella sua storia.