1. Fatima Portogallo

    fatimaTV
  2. Progetti Per Roma

    fatimaTV
  3. fatimaTV

    fatimaTV
  4. Padre Gruner risponde

  5. Social Network

L'incontro tra Papa Francesco ed il Patriarca Kirill:
un evento all'insegna dell'incoerenza

di Christopher A. Ferrara
17 febbraio 2016

Quindi, l'incontro tra Papa Francesco ed il Patriarca Russo-Ortodosso Kirill ha finalmente avuto luogo nell'aeroporto di L'Avana, a Cuba. I due si sono abbracciati e baciati sulle guance per tre volte. Francesco ha esclamato "Finalmente!" e "Siamo fratelli!". Assieme, i due hanno rilasciato una dichiarazione congiunta sotto lo sguardo benevolo di Raoul Castro, lo sterminatore che prosegue in modo altrettanto indegno l'opera di suo fratello Fidel, e che in questa occasione sembrava aver assunto il ruolo di angelo della pace...

Così si è concluso un evento alquanto balordo, all'interno di una sala d'aspetto d'aeroporto in un paese teoricamente "neutrale" - ma che in realtà è ancora una dittatura comunista allineata al Cremlino (di cui lo stesso Kirill è tra l'altro un agente...).

Ma, in definitiva, a che cos'ha portato quest'incontro? Da un punto di vista Cattolico, assolutamente a nulla - il che è la norma per ogni "storico" evento accaduto dopo il Vaticano II in cui si siano incontrati un papa e dei chierici di denominazioni eretiche o scismatiche. Da un punto di vista Ortodosso, invece, il guadagno è stato notevole.

Facciamo un breve riassunto di quel che è successo:

Primo, Francesco ha potuto godere di un "evento mediatico" e di un momento di appagamento emotivo personale davanti alle telecamere, esultando per il fatto che "finalmente" un patriarca Russo Ortodosso ha accettato di incontrarsi con un Papa, e che i due sono "fratelli".

Sì, d'accordo, e quindi? Lo scisma Ortodosso rimane, e la dichiarazione comune lo fa capire subito - quindi, per quanto riguarda "fratello" Kirill e i Russo Ortodossi, non vi sarà mai una riunificazione con Roma sotto l'autorità del Pontefice Romano. Infatti, nella dichiarazione comune viene rifiutata l'unità sulla base delle Chiese Greco-Cattoliche che gli Ortodossi definiscono sprezzantemente "uniate", cioè in unione con Roma: "Oggi è chiaro che il metodo dell’“uniatismo” del passato, inteso come unione di una comunità all’altra, staccandola dalla sua Chiesa, non è un modo che permette di ristabilire l’unità,.” Kirill arriva a "concedere" che le esistenti chiese "uniate" abbiano - bontà sua! - il "diritto di esistere" - come se un patriarca Ortodosso avesse alcuna voce in capitolo sulle basi istituzionali dell'unica vera Chiesa di Cristo!

Ora, come può avvenire l'unione degli Ortodossi con Roma senza il ritorno dei primi in seno alla Chiesa Cattolica? Semplice, non può. Quindi, in sostanza, Francesco accetta il fatto che lo scisma non avrà mai fine. A dirla tutta, l'unico scisma di cui parla questa dichiarazione congiunta è quella tra fazioni ortodosse in Ucraina a seguito dell'annessione della Crimea: “Auspichiamo che lo scisma tra i fedeli ortodossi in Ucraina possa essere superato sulla base delle norme canoniche esistenti, che tutti i cristiani ortodossi dell’Ucraina vivano nella pace e nell’armonia, e che le comunità cattoliche del Paese vi contribuiscano…”.

Il Vicario di Cristo, quindi, esprime l'assurda speranza che un recente scisma tutto interno agli Ortodossi venga sanato, tacendo però del loro scisma ben più grave con la Chiesa Cattolica che dura da ormai 1000 anni! Dov'è andata finire la preghiera che San Pio X rivolgeva a Dio affinché "avvicini il giorno in cui le nazioni dell'Est tornino all'unità Cattolica e, sotto la Sede apostolica, dopo aver rigettato i propri errori, entrino attraverso le porte della salvezza"?

Il Patriarca Kirill non avrebbe potuto sperare per un risultato migliore, dato che "l'ecumenismo" trionfa ancora: coloro che sono separati dall'unità cattolica continueranno a rimanere sulle loro posizioni, mentre la Chiesa Cattolica di oggi sembra sostanzialmente dar loro il proprio beneplacito.

Secondo, per la "Prima volta nella storia", un Papa si è incontrato con un Patriarca della Chiesa Russo Ortodossa. Bene, lo ripeto: e allora? Molti papi post-conciliari si sono incontrati con il patriarca ecumenico di Costantinopoli (attualmente Bartolomeo I), considerato "primo tra pari" nell'episcopato ortodosso e quindi colui che più si avvicina ad un "papa" Ortodosso, anche se la Chiesa Russo Ortodossa è la più ricca e potente delle 14 sedi Ortodosse, in virtù della propria relazione quasi simbiotica con il regime di Mosca.

Quindi, se c'è qualcuno che ha ottenuto il massimo risultato da quest'incontro è semmai Kirill. Come spiega il dottor George Demacopoulos, presidente della facoltà di studi Cristiano-Ortodossi della Fordham University di New York: "Qui non si tratta di benevolenza né di un riscoperto desiderio di unità Cristiana. Si tratta solo di (Kirill) che cerca di presentarsi agli occhi dell'opinione pubblica come il leader dell'Ortodossia."

Terzo, Francesco ha permesso ancora una volta a Raul Castro ed al regime cubano di usarlo per aumentare la credibilità della loro dittatura. Affermare che Cuba è "territorio neutrale" per un tale "storico incontro" è francamente ridicolo.

Come osserva Sandro Magister, "in realtà di neutrale e di libero non c'è nulla a Cuba, ove la popolazione carceraria, tra cui abbondano i prigionieri politici, 'è tra le dieci più numerose al mondo', secondo le ultime stime del vescovo di Pinar del Rio, che l'ha in cura. Da dove a migliaia continuano a fuggire, risalendo il Centro America verso gli Stati Uniti, salvo trovarsi bloccati sulla frontiera del filocastrista Nicaragua." Inoltre, "quando lo scorso settembre papa Jorge Mario Bergoglio si recò a Cuba, non vi compì uno solo dei tanti gesti di "misericordia" che semina ovunque. Non una parola per le migliaia di fuggiaschi inghiottiti dal mare. Nessuna richiesta di scarcerazione per i prigionieri politici. Nessuna carezza per le loro madri, spose, sorelle, arrestate a decine in quegli stessi giorni".

Al pari di Kirill, i fratelli Castro non avrebbero potuto chiedere un risultato migliore da quest'incontro.

Tuttavia, in quella dichiarazione congiunta vi sono anche alcune cose positive. Quel documento, infatti, contiene alcune dichiarazioni sorprendentemente positive - chiaramente tutte ignorate dalla stampa - in merito a questioni morali e la malvagità della politica moderna. Peccato che tutti questi punti sembrino essere dovuti al coinvolgimento di Kirill nella stesura del documento, piuttosto che a quello di Francesco:

  • La famiglia è il centro naturale della vita umana e della società…. essa è un cammino di santità, che testimonia la fedeltà degli sposi nelle loro relazioni reciproche….La famiglia si fonda sul matrimonio, atto libero e fedele di amore di un uomo e di una donna.
  • Chiediamo a tutti di rispettare il diritto inalienabile alla vita. Milioni di bambini sono privati della possibilità stessa di nascere nel mondo. La voce del sangue di bambini non nati grida verso Dio (cf. Gen 4:10).
  • Chiediamo ai cristiani dell’Europa orientale e occidentale di unirsi per testimoniare insieme Cristo e il Vangelo, in modo che l’Europa conservi la sua anima formata da duemila anni di tradizione cristiana.
  • Oggi, desideriamo rivolgerci in modo particolare ai giovani cristiani…. Non abbiate paura di andare controcorrente, difendendo la verità di Dio, alla quale odierne norme secolari sono lontane dal conformarsi sempre.
  • Siamo preoccupati per la situazione in tanti paesi in cui i cristiani si scontrano sempre più frequentemente con una restrizione della libertà religiosa, del diritto di testimoniare le proprie convinzioni e la possibilità di vivere conformemente ad esse. In particolare, constatiamo che la trasformazione di alcuni paesi in società secolarizzate, estranee ad ogni riferimento a Dio ed alla sua verità, costituisce una grave minaccia per la libertà religiosa. È per noi fonte di inquietudine l’attuale limitazione dei diritti dei cristiani, se non addirittura la loro discriminazione, quando alcune forze politiche, guidate dall’ideologia di un secolarismo tante volte assai aggressivo, cercano di spingerli ai margini della vita pubblica.

Se solo Francesco fosse stato così diretto davanti al Congresso degli Stati Uniti o le Nazioni Unite… se solo avesse detto qualcosa di simile, quando l'Irlanda e gli USA hanno legalizzato l'abominevole "matrimonio omosessuale". Francamente ci sembra che per ottenere il favore di questo "storico incontro", Francesco abbia dovuto accettare un documento contenente affermazioni assai più forti di quanto non sia solito adoperare, visto che i suoi discorsi e le sue dichiarazioni sono sempre improntate all'elusività e alla mancanza quasi assoluta di critica nei confronti dei poteri secolari e governativi (salvo poi denunciare i peccati dei mafiosi, di chi inquina l'ambiente, dei ricchi, dei trafficanti d'armi, dei "rigidi" cattolici e altri bersagli politicamente più sicuri e molto più facili da colpire).

Inoltre, è ridicolo il fatto che per firmare un tale documento, che denuncia la secolarizzazione dello stato moderno e la sua crescente persecuzione contro i Cristiani, Francesco e Kirill si siano dovuti incontrare in casa di un dittatore comunista responsabile proprio di tali crimini!

L'incoerenza di tutta questa faccenda è solo uno dei segni del disorientamento diabolico della nostra epoca. Eppure, in mezzo a tutto ciò possiamo forse cogliere un segno del giorno che inevitabilmente verrà, quando lo scisma Ortodosso sarà sanato, l'Oriente e l'Occidente saranno nuovamente uniti sotto il Pontefice romano ed il Cuore Immacolato di Maria trionferà in tutto il mondo! Tutto ciò che serve, per realizzare tale trionfo, è un Papa che faccia semplicemente ciò che ha chiesto la Madonna di Fatima, invece di impelagarsi in viaggi complicati e dichiarazioni congiunte fatte a favore delle telecamere e con l'unico scopo di ottenere l'approvazione dell'opinione pubblica.