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L'incontro tra Papa Francesco ed il Patriarca Kirill:
Molto rumore per nulla

di Christopher A. Ferrara
11 febbraio 2016

Con la Chiesa che viene ormai gestita secondo l'ottica di pubbliche relazioni e per mezzo di eventi pubblicitari dal forte richiamo mediatico (tanto che il successo di un pontificato viene ormai determinato dal numero di eventi in grado di attirare l'attenzione della stampa e dell'opinione pubblica), non sorprende vedere i giornali di tutto il mondo fare un gran baccano in merito al "primo incontro nella storia tra il Successore di Pietro ed il Patriarca della Chiesa Russo Ortodossa". Ma è davvero tutto oro quel che luccica? È davvero un evento così importante?

Valutiamo i fatti: quest'incontro, che durerà non più di due ore, si terrà domani (12 febbraio) all'aeroporto internazionale José Martì di L'Avana, a Cuba, dove Francesco farà temporaneamente scalo durante il suo viaggio che lo porterà poi in Messico. Per quanto riguarda il Patriarca Kirill, come mai si troverà a Cuba, quello stesso  giorno? Kirill si troverà lì per una "visita ufficiale", secondo le parole del "ministro degli esteri" della chiesa Russo Ortodossa (visto che non è altro che un organo virtuale della Russia, anche la Chiesa Russo Ortodossa ha un suo "ministro degli esteri".)

La visita di Kirill rientra quindi nel nuovo clima di relazioni distese tra Putin ed i fratelli Castro, mentre il più giovane di questi, il sanguinario Raul, continua a mantenere con la forza il controllo di quello che un tempo veniva considerato "il paradiso dei lavoratori", a soli 140 chilometri dalle coste della Florida. Le relazioni tra Cuba e Russia vanno così a gonfie vele, tanto che il Newsweek si chiede giustamente: "PERCHE' RUSSIA E CUBA VANNO A BRACCETTO QUASI COME SE FOSSE IL 1962?".

Il risultato dell'incontro all'aeroporto di Cuba sarà una "dichiarazione congiunta" contro le persecuzioni dei Cristiani in Medio Oriente, in Africa Settentrionale ed in Africa Centrale. Con tutta probabilità, quel documento verrà scritto in modo tale da non urtare i musulmani - malgrado la loro religione svolga un ruolo fondamentale in tali persecuzioni. Inoltre, non parlerà affatto dello scisma tra Mosca e Roma che va avanti da quasi un millennio, e questo perché la gerarchia post-conciliare non vuol più sentire la parola "scisma", mentre è tutta impegnata a perseguire l'inutile "dialogo ecumenico". Tra l'altro, non solo gli Ortodossi non hanno alcuna intenzione di riunirsi a Roma e di sottomettersi all'autorità del Pontefice Romano, ma essi addirittura denunciano come eretica la dottrina dell'ecumenismo, come ha osservato con giustificata ironia il Patriarca Cattolico Ucraino Sviatoslav Shevchuk.

Quindi, il primo incontro di sempre tra un Papa ed un Patriarca Russo Ortodosso produrrà un'inutile ed inefficace dichiarazione in cui si deploreranno le persecuzioni dei Cristiani, ma che non toccherà affatto la questione ben più grave dello scisma del 1054. Questo incontro, in realtà, serve solo come "evento mediatico" per Papa Francesco e i fratelli Castro - il cui "colpo" mediatico, a loro volta, è stata la visita amichevole (se non addirittura ossequiosa) di Francesco nello scorso giugno. Sarà un colpo mediatico anche per Kirill, perché per incontrarlo a Cuba il Pontefice Romano dovrà cambiare il suo itinerario di viaggio in Messico. Proprio a novembre dello scorso anno Francesco aveva detto al telefono a Kirill: "io vengo dove tu vuoi... Tu mi chiami e io vengo".

Nel frattempo la Chiesa greco-cattolica ucraina, che sta subendo una "persecuzione assoluta" in Crimea dopo l'annessione di quest'ultima da parte della Russia, si augura tiepidamente che "il fatto stesso di questo incontro possa cambiare in parte la retorica radicale dei Russo Ortodossi, i quali non riconoscono la Chiesa Cattolica come valida, ribattezzano i Cattolici e li spingono a farsi Ortodossi…" Come sempre, "l'ecumenismo" è una strada a senso unico verso la direzione di una pseudo-unione non-Cattolica, che al massimo andrebbe chiamata "Diventiamo_come_voi_menismo"!

Da parte sua, il Patriarca Cattolico Ucraino Sviatoslav ha affermato: "Mi auguro che Papa Francesco, che si erge sempre in difesa dei più deboli, possa farsi portavoce dei cattolici ucraini e guidarli in questa loro lotta per la coesione e l'unità del loro paese [inclusa la Crimea]. Se Dio vorrà, anche il Patriarca Kirill, come risultato di quest'incontro, darà istruzioni alla Chiesa Russo Ortodossa e alle autorità russe di porre fine in breve tempo alla guerra contro l'Ucraina e arrivare quindi ad una pace giusta."

Nulla di tutto questo accadrà, ovviamente. A prescindere dalla complicata questione di chi sia il vero colpevole della situazione in Ucraina, l'unica cosa che porterà una vera pace in Crimea, Ucraina, Russia ed il mondo in generale è la Consacrazione della Russia al Cuore Immacolato di Maria. Fino ad allora non vi potrà essere né pace né fine alle malvagità dovute allo scisma Ortodosso - di cui parla approfonditamente il mio amico e collega John Vennari in un suo articolo.

Quest'incontro di due ore, all'interno dell'aeroporto di Cuba, sarà quindi solo un altro momento effimero dell'altrettanto effimero "rinnovamento" della Chiesa che avrebbe dovuto avere inizio col Vaticano II!