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Un'ammissione alquanto rilevante in un "discorso del Papa"… mai avvenuto!

di Christopher A. Ferrara
8 febbraio 2016

Durante la recente visita ad limina apostolorum in Germania, Papa Francesco avrebbe dovuto tenere un discorso ufficiale, il cui testo trovate qui di seguito, davanti ai vescovi tedeschi.. Tuttavia, come ha scoperto Sandro Magister, Francesco si è limitato a far distribuire una copia di detto discorso ai vescovi presenti. In seguito, al Cardinale Reinhard Merx, una delle termiti moderniste più distruttive all'interno della gerarchia tedesca, il Papa avrebbe detto di non conoscere nulla dei contenuti di quel discorso e di non averlo nemmeno mai letto.

Il testo che Francesco non si è nemmeno preso la briga di leggere contiene tuttavia un pesantissimo atto d'accusa contro quegli stessi prelati coi quali il Papa è andato a braccetto durante tutto il suo pontificato - primo tra tutti il Cardinale Walter Kasper (conosciuto come "Il teologo del Papa"). L'accusa è semplice: aver permesso "l'erosione della fede cattolica in Germania":

D’altra parte, [in Germania], si nota particolarmente nelle regioni di tradizione cattolica un calo molto forte della partecipazione alla Messa domenicale, nonché della vita sacramentale. Dove negli anni sessanta ovunque ancora quasi ogni fedele partecipava tutte le domeniche alla Santa Messa, oggi sono spesso meno del 10 per cento. Ai Sacramenti ci si accosta sempre di meno. Il sacramento della Penitenza è spesso scomparso. Sempre meno cattolici ricevono la Cresima o contraggono un Matrimonio cattolico. Il numero delle vocazioni al ministero sacerdotale e alla vita consacrata è nettamente diminuito. Considerati questi fatti si può parlare veramente di una erosione della fede cattolica in Germania.

Lo stesso si potrebbe dire in parte di tutti i paesi europei che un tempo costituivano il cuore della Cristianità - cosa che spinse Giovanni Paolo II a parlare di una "apostasia silenziosa" in Europa nella quale sono caduti molti fedeli sin dagli anni 60 (ovvero da quando il Concilio Vaticano provocò una tempesta di "riforme" senza precedenti che alterarono praticamente ogni singolo aspetto della vita ecclesiastica, ad eccezione di quelle comunità di cattolici che adesso vengono definite "tradizionaliste").

Dopo aver ammesso l'evidente disastro degli ultimi 50 anni, tuttavia, quel testo si lancia nelle solite banalità post-conciliari: "Certamente non è possibile ricostruire dai relitti dei “bei tempi andati” quello che fu ieri."

Sfortunatamente per tutti noi, queste parole rivelano un modo di pensare allarmante e pernicioso: la pratica tradizionale della Fede, andata avanti per secoli prima del Concilio, viene ormai scartata come un "relitto dei bei tempi andati". In altre parole, un processo distruttivo assolutamente senza precedenti ha trasformato in rovina tutto ciò che un tempo era così bello e spiritualmente attraente nella Chiesa - in primis la sua meravigliosa liturgia tradizionale in Latino.

Tuttavia, tra queste rovine si celano ancora tutti gli elementi che rendono la Chiesa così bella e attraente per le anime: sto parlando delle comunità cattoliche "tradizionaliste" dove i sacramenti e la Messa tradizionali sono stati mantenuti. In questi luoghi non v'è nessun declino nella vita sacramentale, nella partecipazione alla Messa, nel fare ricorso ai sacramenti della Confessione, della Cresima e del matrimonio cattolico. In queste comunità, al contrario, le vocazioni sacerdotali aumentano al punto che i seminari tradizionalisti non hanno più spazio per accogliere nuovi seminaristi!

Ora, se la fede è stata erosa  in quei luoghi dove la Messa ed i Sacramenti tradizionali furono improvvisamente abbandonati - praticamente ovunque –  la dove invece, vennero  mantenuti, la Fede non è stata stravolta., Allora, un osservatore imparziale della scena ecclesiastica dovrebbe concluderne che forse - forse! - il ripristino universale della Messa e dei Sacramenti tradizionali potrebbe riportare la Fede Cattolica ai suoi antichi splendori!

Tutto ciò seguirebbe la famosa massima lex orandi, lex credendi, "la legge della preghiera è la legge del credere", ovvero che il contenuto della preghiera è il contenuto della fede. Sappiamo infatti che la fede comincia a perdersi, fino ad erodersi del tutto, ovunque vengano introdotte nuove modalità di culto Cattolico, del tutto senza precedenti nella storia della chiesa e che tendono a minare alle fondamenta le verità della fede Cattolica. Facciamo un esempio liturgico: la comunione nella mano e la sua distribuzione ai fedeli da parte di laici (sia uomini sia donne) sminuisce e svilisce la verità della Presenza Reale di Nostro Signore, facendo sì che i fedeli credano sempre meno in essa. Oppure il fatto di ridurre la disponibilità del sacramento della Confessione a soli 45 minuti a settimana fa pensare ai fedeli che confessarsi non sia più necessario per ricevere l'Eucaristia (che non viene più vista come Corpo, Sangue, Anima e divinità di Gesù Cristo, sempre e comunque). Un altro esempio: le ragazze ministranti portano ad una drastica diminuzione delle vocazioni sacerdotali, visto che servire all'altare è sempre stata la fonte primaria d'ispirazione spirituale per la vita sacerdotale. Potremmo andare avanti, ma ogni novità introdotta negli ultimi 50 anni ha aggiunto un tassello sulla strada che porta all'apostasia silenziosa.

Un osservatore razionale condividerebbe subito queste facili osservazioni. Purtroppo, però, i pastori della Chiesa di oggi, cioè i responsabili di questo disastro, non sono affatto osservatori imparziali e razionali - nemmeno coloro tra questi (e sono pochi…) che arrivano ad ammettere che, in effetti, una catastrofe c'è stata. Ecco quindi che nel testo di cui sopra possiamo leggere banalità e luoghi comuni come il seguente passo, del tutto privo di significato:

L’imperativo attuale è la conversione pastorale, cioè fare in modo che «le strutture della Chiesa diventino tutte più missionarie, che la pastorale ordinaria in tutte le sue istanze sia più espansiva e aperta, che ponga gli agenti pastorali in costante atteggiamento di ‘uscita’ e favorisca così la risposta positiva di tutti coloro ai quali Gesù offre la sua amicizia» (Evangelii gaudium, 27)”.

Sono parole vuote che non significano assolutamente nulla. Ed è proprio nulla ciò che è pronta a fare la gerarchia ecclesiastica di oggi per porre rimedio ai danni incommensurabili che questa mania riformista ha inflitto, e continua ad infliggere, alla Chiesa e al gregge dei fedeli, che ormai si è ormai e al quale sono state date pietre, invece che pane, ed una vuota retorica, invece che sostanza.

Questa è certamente la crisi che era stata predetta dal Terzo Segreto di Fatima. Martin Mosebach l'ha definita "l'eresia senza forma", perché di questo si tratta: della perdita di forma, di sostanza, della diffusione del nulla - anche perché il male, è bene ricordarlo, è assenza di bene. È chiaro quindi che ci troviamo davanti all'opera del Nemico e che stiamo assistendo realmente alla Battaglia finale del diavolo.