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La truffa continua

di Christopher A. Ferrara
15 dicembre 2015

Il documento appena pubblicato dalla Commissione Vaticana per i rapporti religiosi con l'ebraismo (per il quale, come leggerete più avanti, non mi degno nemmeno di fornire un link perché è davvero una perdita di tempo) è un altro esempio della continua truffa perpetrata negli ultimi 50 anni dall'apparato Vaticano, perlopiù  a danno dei fedeli e il tutto in nome del Concilio Vaticano Secondo. Per 'truffa' intendo l'utilizzo di pseudo-dottrine per mascherare un cambiamento delle vere dottrine della Fede. Quest'ultima, come sappiamo, non può cambiare, perché la verità rivelata da Dio, e le dottrine che ne conseguono, non potranno mai essere modificate, così come Dio stesso non può e non potrà mai cambiare una propria idea, in quanto egli è perfetto e infallibile.

A differenza di altri subdoli tentativi di suggerire una modifica agli insegnamenti della Chiesa (quando una cosa del genere è, appunto, impossibile), il nuovo documento in questione, intitolato "Perché i Doni e la Chiamata di Dio sono irrevocabili" (d'ora in poi "I Doni e la Chiamata"), già nella sua Prefazione ammette candidamente che: "Il testo non è un documento magisteriale o un insegnamento dottrinale della Chiesa cattolica, ma una riflessione preparata dalla Commissione per i rapporti religiosi con l’ebraismo su questioni teologiche attuali, sviluppatesi a partire dal Concilio Vaticano Secondo”.

In altre parole, questa "riflessione" è del tutto inutile, per stessa ammissione dei suoi autori. Non è un insegnamento della Chiesa Cattolica! Ma allora perché è stato pubblicato dal Vaticano come se lo fosse? Ve lo dico io il perché: per causare confusione su ciò che davvero insegna la Chiesa in merito agli Ebrei.

Lo scopo di questo documento, infatti, è quello di gettare confusione persino sulla Nostra Aetate, la breve dichiarazione del Concilio Vaticano II in merito alle relazioni della Chiesa con le religioni non cristiane, nel quale all'Ebraismo vengono dedicate sì e no 800 parole in tutto. Basandosi su quelle 800 parole, i "teologi" modernisti post-conciliari - inclusi coloro che oggigiorno infestano il Vaticano come farebbero delle termiti in una capanna di legno - hanno scritto milioni di parole pseudo dottrinali, proclamando falsamente che l'Antica Alleanza sarebbe ancora valida e sussisterebbeancora negli Ebrei. Da questa menzogna ne consegue che gli Ebrei non avrebbero alcun bisogno di convertirsi a Cristo né di battezzarsi, per poter ottenere la salvezza.

Come nel caso di tutti gli altri documenti di questo pseudo Magistero, "I Doni e la Chiamata" riportano erroneamente gli insegnamenti contenuti del paragrafo 4 de Nostra Aetate, il quale (pur con tutta la sua problematica ambiguità) almeno affermava chiaramente che la Chiesa Cattolica è il nuovo popolo di Dio (o la Nuova Israele secondo termini più tradizionali). Per citare Nostra Aetate: "Se è vero che la Chiesa è il nuovo popolo di Dio, gli Ebrei tuttavia non devono essere presentati come rigettati da Dio, né come maledetti, quasi che ciò scaturisse dalla sacra Scrittura".

La Chiesa non ha mai insegnato che gli Ebrei, in quanto popolo, devono essere rigettati o maledetti, ma non ha nemmeno mai insegnato - né lo fa Nostra Aetate - che l'Antica Alleanza rimane valida e sussiste per gli Ebrei! Eppure, gli autori de "I Doni e la Chiamata" suggeriscono falsamente che Nostra Aetate insegni proprio questo: "La Chiesa è chiamata il nuovo popolo di Dio (cfr. "Nostra aetate", n. 4), ma non nel senso che Israele, il popolo di Dio, ha cessato di esistere… La Chiesa non sostituisce Israele, popolo di Dio, poiché, in quanto comunità fondata in Cristo, rappresenta in Cristo il compimento delle promesse fatte a Israele".

Per prima cosa, Nostra Aetate non ha mai detto che "la Chiesa non sostituisce Israele, popolo di Dio". Solo le "riflessioni" degli autori de "I Doni e la Chiamata", e altri documenti scritti sulla stessa falsariga pseudo-teologica, sostengono una tesi del genere. Anzi, gli autori ammettono apertamente "che l’alleanza stretta da Dio con il suo popolo Israele è sempre in vigore e non sarà mai invalidata… non si trova esplicitamente espressa in Nostra Aetate (n. 4)". Ma allora da dove proviene questa novità? Come asseriscono gli stessi autori: "Essa è stata invece espressa per la prima volta con assoluta chiarezza dal Santo Papa Giovanni Paolo II, quando ha osservato, durante un incontro con i rappresentanti della comunità ebraica di Magonza, il 17 novembre 1980, che l’Antica Alleanza non è mai stata revocata da Dio."

Quindi, ci viene chiesto di adottare una completa novità teologica, non supportata nemmeno dai documenti del Vaticano II (e cioè il fatto che l'Antica Alleanza sarebbe ancora valida) a causa di qualcosa che Giovanni Paolo II avrebbe detto ad alcuni Ebrei di Magonza nel 1980! Ma è uno scherzo? Sì, non può essere che uno scherzo, ma è al tempo stesso anche una vera e propria truffa teologica!

In secondo luogo, notate l'ambiguità di queste parole: La Chiesa è il nuovo popolo di Dio, ma v'è ancora "il popolo di Dio d'Israele". Quindi, dopo il 1980 dovremmo credere che vi siano due popoli di Dio: il popolo Cristiano di Dio, che segue Cristo, ed il popolo Ebraico di Dio, che non ha bisogno di seguire il Nostro Salvatore. Anche un bambino di quarta elementare con qualche rudimento di catechismo vi direbbe che una simile affermazione è eretica!

Esiste solo un popolo di Dio, ed è la Chiesa che Cristo ha istituito sulla base dei suoi apostoli ebraici, i quali si convertirono tutti alla nuova religione inaugurata da Gesù con la Nuova Alleanza e per mezzo del Suo Sangue, a perfezionamento dell'Antica Alleanza che venne quindi rimpiazzata dalla Nuova. Tutti gli uomini, inclusi gli Ebrei, sono chiamati a far parte della Nuova Alleanza di Dio. Come disse agli Ebrei di Gerusalemme il Primo Papa, Pietro, dopo la Pentecoste:

Sappia dunque con certezza tutta la casa di Israele che Dio ha costituito Signore e Cristo quel Gesù che voi avete crocifisso!

All'udir tutto questo si sentirono trafiggere il cuore e dissero a Pietro e agli altri apostoli: "Che cosa dobbiamo fare, fratelli?" E Pietro disse: Pentitevi e ciascuno di voi si faccia battezzare nel nome di Gesù Cristo, per la remissione dei vostri peccati; dopo riceverete il dono dello Spirito Santo.

Per voi infatti è la promessa e per i vostri figli e per tutti quelli che sono lontani, quanti ne chiamerà il Signore Dio nostro. Con molte altre parole li scongiurava e li esortava: "Salvatevi da questa generazione perversa". Allora coloro che accolsero la sua parola furono battezzati e quel giorno si unirono a loro circa tremila persone.  (Atti 2,36-41)

Tuttavia, ignorando la tradizione della Chiesa, a cominciare da Pietro, gli autori de "I Doni e la Chiamata" parlano spensieratamente di "rifiuto - per principio - di una missione istituzionale diretta agli ebrei…" Davvero? E sulla base di quale autorità? Su quella di nessuno! Come ammettono gli stessi autori, infatti, il loro documento non presenta alcun insegnamento Cattolico. Anzi, semmai le loro parole minano alle fondamenta il vero insegnamento della Chiesa!

Infine, non prestate attenzione all'isterica conferenza stampa de "i Doni e la Chiamata", perché - come ha scritto giustamente John Allen - “Ormai la rivoluzione è la nuova regola.” Né dovreste sprecare il vostro tempo con questo documento. Se ho letto fino in fondo questo documento-spazzatura è stato proprio per evitarvi l'incombenza di fare altrettanto. È uno dei tanti esempi del "disorientamento diabolico" nella Chiesa, visto dal punto di vista di Fatima.