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Lo spettacolo di luci del Vaticano II

di Christopher A. Ferrara
10 dicembre 2015

Cinquant'anni dopo la tanto decantata "apertura al mondo" del Vaticano II, siamo arrivati ad usare la Basilica di San Pietro, il cuore stesso del culto della Santa Chiesa Cattolica Apostolica Romana, come palcoscenico per uno spettacoli di luci degno di un circo: immagini mondane, una pletora di animali selvatici, creature marine, farfalle, scene di "cambiamenti climatici", una donna mussulmana che prega alla Mecca, oltre a questo sfondo alquanto rivelante:

Si può ben dire che "il Vaticano discute mentre Roma brucia…"

Questo spettacolo, così assurdo e sacrilego, è stato concepito in Vaticano per "onorare" la Festa dell'Immacolata Concezione, data in cui ricadeva tra l'altro anche il 50° anniversario del Concilio Vaticano Secondo.

Mentre andava in onda questa mostruosità, le luci del presepe di Piazza San Pietro sono state spente, lasciando al buio la Scena della Natalità. Un gesto davvero adeguato ai tempi che corrono, perché l'eclissi della Fede è proprio ciò che comporta "l'apertura al mondo" post-conciliare.

Nel 50° anniversario di quello sfortunato consesso, abbiamo finalmente raggiunto il culmine del processo di adeguamento e apertura della Chiesa al mondo, così fortemente voluto da quel Concilio: la Basilica di San Pietro è ormai diventata essa stesso uno schermo sul quale il mondo può proiettare le proprie immagini, mentre le immagini sacre della Chiesa rimangono nascoste nel buio che circonda la basilica.

Quale vanità, quale avventata presunzione può aver portato la Chiesa alle terribili condizioni in cui versa al giorno d'oggi? Paolo VI conosceva già la risposta, perché ne parlò proprio durante la sessione finale di quello stesso Concilio, anche se si rifiutò di credere che tale risposta fosse vera: “ad alcuni è stato suggerito il sospetto che un tollerante e soverchio relativismo al mondo esteriore, alla storia fuggente, alla moda culturale, ai bisogni contingenti, al pensiero altrui, abbia dominato persone ed atti del Sinodo ecumenico, a scapito della fedeltà dovuta alla tradizione e a danno dell’orientamento religioso del Concilio medesimo.”

Ecco, chiunque abbia occhi per vedere sa bene che questo è proprio quel che è accaduto nella Chiesa Cattolica, eppure Paolo VI non volle saperne: "Noi non crediamo che questo malanno si debba ad esso imputare nelle sue vere e profonde intenzioni e nelle sue autentiche manifestazioni". Possiamo affermare che mai, nella storia, un Papa aveva sbagliato in modo così grave, né la Chiesa aveva mai dovuto subire così tante disgrazie a causa dell'erroneo giudizio prudenziale degli ultimi Papi - un giudizio che, lo ricordiamo, è e resta fallibile.

Lucifero non avrebbe potuto concepire uno spettacolo migliore di quello andato in onda in Vaticano l'8 dicembre scorso, per farsi beffe di quegli elementi della gerarchia ecclesiastica, ormai allontanatisi dalla retta via, che si sono arresi allo spirito della nostra epoca ma che continuano a proclamarsi "più cattolici" di tutti i loro predecessori.

L'unico modo per sfuggire a questa follia risiede solo nelle mani della Madonna!