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Ha inizio "l'Anno dell'illusione"

di Christopher A. Ferrara
9 dicembre 2015

Nella sua omelia per la Messa d'inaugurazione dell'"Anno della Misericordia", Papa Francesco ha rilanciato l'illusione del Vaticano II, dal quale la Chiesa sembrava essersi ripresa - almeno in parte - durante il pontificato di Papa Benedetto:

Oggi, varcando la Porta Santa vogliamo anche ricordare un’altra porta che, cinquant’anni fa, i Padri del Concilio Vaticano II spalancarono verso il mondo. Questa ricorrenza non può essere ricordata solo per la ricchezza dei documenti prodotti, che fino ai nostri giorni permettono di verificare il grande progresso compiuto nella fede. In primo luogo, però, il Concilio è stato un incontro. Un vero incontro tra la Chiesa e gli uomini del nostro tempo. Un incontro segnato dalla forza dello Spirito che spingeva la sua Chiesa ad uscire dalle secche che per molti anni l’avevano rinchiusa in sé stessa, per riprendere con entusiasmo il cammino missionario. Era la ripresa di un percorso per andare incontro ad ogni uomo là dove vive: nella sua città, nella sua casa, nel luogo di lavoro.

Questa valutazione di ciò che è accaduto al Concilio è francamente paragonabile ad un'allucinazione indotta dall'uso di LSD!

Per prima cosa, l'eredità del Concilio non è affatto un "vero incontro tra la Chiesa e gli uomini del nostro tempo", ma semmai una fuga da quell'incontro, nelquale la Chiesa avrebbe dovuto semmai dire "agli uomini del nostro tempo" la verità sulla loro condizione dinanzi a Dio, che è quella di tutti noi peccatori, e cioè che siamo tutti creature cadute nel peccato, che abbiamo tutti bisogno di redimerci per mezzo della grazia santifica, e che i Sacramenti della Chiesa Cattolica sono strumenti di grazia, senza la quale saremo persi per tutta l'eternità.

L'unico "incontro" verso il quale si è lanciato il Vaticano II è stato un inutile, estenuante, infinita e fin troppo blanda conversazione con la gente, che i prelati di oggi non vogliono offendere in alcun modo, mai e poi mai, anche a costo di sbarazzarsi della stessa Verità salvifica. Un vero incontro? Ma non fateci ridere! Prima del Concilio la Chiesa non si era mai incontrata veramente con la gente? È davvero un'affermazione ridicola, anzi è un vero insulto per la Chiesa!

Per non parlare dell'assurda teoria secondo cui prima del Vaticano II la Chiesa sarebbe stata "rinchiusa in se stessa" e avesse quindi bisogno di "riprendere con entusiasmo il cammino missionario". Ma per favore! Il "cammino missionario" si è interrotto proprio grazie alle novità disastrose dell'"ecumenismo", del "dialogo" e del "dialogo inter-religioso" - del tutto senza precedenti prima del più grande concilio di sempre… E ora abbiamo un Papa che afferma che il proselitismo - cioè cercare di convertire i popoli, un'attività che è alla base di qualsiasi attività missionaria - è “una solenne sciocchezza.”

Un "rinnovato cammino missionario" dopo il Vaticano II? È solo retorica per le masse!

Ma l'omelia di Papa Francesco prosegue con lo stesso tono, assolutamente illusorio: Il Vaticano II "è stata la ripresa di un percorso per andare incontro ad ogni uomo là dove vive: nella sua città, nella sua casa, nel luogo di lavoro."

Ma in nome del Cielo, dov'è che la Chiesa "incontrava" la gente, prima del 1962? Sulla luna? Non c'erano forse parrocchie e scuole cattoliche, nel mondo? Non c'erano forse gruppi giovanili cattolici o Congressi Eucaristici nelle città e nei paesi popolati da cattolici, prima del Vaticano II? Forse i sacerdoti e i vescovi del passato si nascondevano dietro le mura di qualche palazzo? Ci siamo scordati forse della trasmissione del Vescovo Fulton Sheen, che aveva più spettatori negli Stati Uniti di quanto se ne sognino oggi tanti telepredicatori da strapazzo, e tutti guadagnati grazie solo alle sue eccellenti abilità oratorie, ad una semplice lavagna e ad un gessetto?

Smettiamola con questa storiella neo-cattolica di una "chiesa-fortezza" dell'oscura epoca pre-conciliare che non avrebbe "incontrato" la gente. È proprio l'elemento umano della chiesa successivo al Vaticano II ad essere venuto meno al proprio dovere di incontrare la gente - un dovere imposto divinamente alla Chiesa Cattolica!

Hanno lanciato sassi alla gente, quando avrebbero dovuto sfamarla… hanno fatto sì che milioni di cattolici si arrendessero alle sette protestanti, dove almeno possono sentir parlare della gloria dei Cieli e delle fiamme dell'inferno. Sin dal Concilio Vaticano II, il numero di conversioni è crollato al pari del numero di battezzati, dei matrimoni religiosi, della partecipazione alla Messa e delle vocazioni - pensate che ci sono meno sacerdoti oggi, nel mondo, di quanti ve ne fossero cinquant'anni fa! Le parrocchie continuano a chiudere, così come le scuole cattoliche, e le diocesi falliscono a causa degli scandali omosessuali del clero. E quei cattolici che continuano ad andare in Chiesa, sono diventati ormai più liberali degli stessi protestanti su tante questioni di fede e morale!

No, dopo il Concilio Vaticano II, la Chiesa non è uscita "dalle secche che per molti anni l'avevano rinchiusa in sé stessa". Al contrario, essa si è gettata anima e corpo in quelle stesse secche - causate proprio dal Concilio - ed è ormai avviluppata nell'illusione post-conciliare secondo cui la Chiesa di oggi non sarebbe mai stata così "attiva", e tutto ciò proprio grazie al Vaticano II… mentre invece le sue condizioni (umanamente parlando) possono essere riassunte da due semplici parole pronunciate pochi anni fa da Giovanni Paolo II: “apostasia silenziosa”!

Ecco perché riteniamo che l'Anno della misericordia sarà anche l'anno della delusione, proprio ciò di cui parlava Suor Lucia: un "disorientamento diabolico"!