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Un "Predicatore papale" per la Grande apostasia

di Christopher A. Ferrara
30 novembre 2015

Per decenni ormai, l'incredibilmente ridicolo Padre Raniero Cantalamessa, una delle fonti principali dell'eresia neo-modernista, ha agito come "Predicatore della Casa Pontificia", titolo che ha mantenuto anche sotto il pontificato di Papa Francesco. Il ruolo di Cantalamessa, tuttavia, ha avuto un nuovo impeto grazie all'"effetto Francesco", che sembra spingere l'elemento umano della Chiesa verso una cristianità priva di dottrina, costituito da vuote invocazioni in nome di Cristo e da inviti "a tenere rivolto a Lui il nostro sguardo", quasi fosse una specie di mantra neo-pagano.

Il 24 novembre 2015, Cantalamessa si è messo in moto e ha parlato al "decimo Sinodo generale" della fittizia "Chiesa d'Inghilterra". Quest'ultima può essere considerata la prova principale del fallimento catastrofico dell'ecumenismo - ovvero l'inutile ma costante tentativo di trovare un "unità" con le sette protestanti che non hanno alcuna intenzione di aderire alla verità rivelata da Cristo. Dopo cinquant'anni di inutile "dialogo ecumenico", questa diabolica parodia della chiesa è riuscita a "progredire" approvando, nell'ordine: il divorzio, la contraccezione, l'aborto, l'omosessualità ed il "matrimonio tra omosessuali", introducendo al contempo l'ordinazione di "sacerdoti" e "vescovi" donne.

Messo dinanzi alla totale scomposizione di questa setta degenerata, Cantalamessa ha fatto ciò che ogni buon "ecumenico" deve fare, e cioè ignorare la realtà e proclamare "l'unità" dove non esiste affatto: "Non dovremmo permettere che una questione morale come quella della sessualità possa dividerci più di quanto ci unisca l'amore reciproco per Nostro Signore Gesù Cristo", ha dichiarato Cantalamessa a quel sinodo di lunatici. Ma come si può "amare" Gesù se si violano i precetti più fondamentali della legge divina e naturale, come fa chiunque pratichi l'adulterio (cioè che divorzia e "si risposa"), la fornicazione e la sodomia? Non è possibile, ovviamente. Come insegna Nostro Signore, infatti: "Se mi amate, osserverete i miei comandamenti." (Gv 14:15)

Quel che intendeva dire Cantalamessa in realtà è che, piuttosto che ammettere il totale fallimento "dell'ecumenismo" nel raggiungere una qualsiasi unità nella verità - o anche nella morale - bisogna semplicemente dimenticarsi tale verità (e la morale) per la salvezza "dell'ecumenismo" stesso. Quindi, in linea con la nuova moda di una cristianità priva di dogmi, a quel raduno di simpatici eretici Cantalamessa ha dichiarato:

Dobbiamo tornare ai tempi dei primi cristiani: loro affrontavano un mondo pre-cristiano; noi stiamo affrontando largamente un mondo post-cristiano. Quando Paolo vuole riassumere l'essenza del messaggio Cristiano in un'unica frase, egli non dice: "Io vi proclamo questa o quella dottrina", ma "noi predichiamo Cristo crocifisso". (1 Cor. 1:23), e “noi predichiamo . . . Cristo Gesù Signore” (2 Cor. 4:5). Questo è il vero “articulus stantis et cadentis Ecclesiae”, l'articolo per il quale la Chiesa si regge o cade..

In altre parole, la "verità che ci renderà liberi" (Gv 8:32) - la verità che Cristo ed i suoi Apostoli hanno rivelato e che la Sua Chiesa ha tramandato per 20 secoli, proprio in quanto Sua dottrina - non ha più alcuna importanza. Basta recitare come un mantra "crediamo in Cristo crocifisso" e "Gesù è il Signore" e possiamo tranquillamente rifiutare qualsiasi dogma già rifiutato dai Protestanti, perché non abbia ad infrangere questa presunta "unità". Così facendo, Cantalamessa tradisce Nostro Signore e commette alto tradimento contro il Regno di Dio, cioè l'unica Chiesa di Cristo, una Santa, Cattolica ed Apostolica. Egli tradisce anche gli anglicani più conservatori che erano scappati dalla folle "comunione anglicana" (e alcuni dei quali sono stati ri-ordinati come sacerdoti Cattolici nell'Ordinariato Anglicano istituito da Papa Benedetto XVI).

Ogni giorno che passa la questione diventa sempre più chiara: abbiamo raggiunto lo stadio finale di questa crisi post-conciliare, uno stadio in cui le dottrine della Fede vengono ormai scartate a favore di un vago gnosticismo che viene spacciato come la nuova, più "misericordiosa" cristianità che Francesco avrebbe introdotto nel mondo. Nel suo recente discorso alla Fondazione Lepanto, sua eccellenza Athanasius Schneider ha giustamente parlato di un "nuova fazione clericale gnostica" nella chiesa. 

Se questo non è almeno l'inizio della Grande Apostasia predetta nelle Sacre Scritture, allora che cosa lo è? Solo il Terzo Segreto di Fatima, nella sua integralità, è in grado di fornire i preziosi dettagli necessari a comprendere la situazione attuale, alla luce delle Scritture. Perché, come insegna San Tommaso, Dio invia in ogni epoca i Suoi profeti: "non per insegnare nuove dottrine, ma per dirigere le azioni umane". (Summa Theologiae, II-II, Q. 174, Art. 6).

Quel profeta - anzi, il profeta dei profeti - è la Madonna di Fatima.