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Un Papa in perenne contraddizione…

di Christopher A. Ferrara
24 novembre 2015

Il 7 ottobre 1571 si combatté la famosa battaglia di Lepanto. La flotta della Lega santa, comandata da Don Giovanni d'Austria, era stata inviata in battaglia con la benedizione di San Pio V. Ad un certo punto di quella giornata storica, il vento cambiò improvvisamente direzione, dando spinta alle vele delle navi Cristiane e tenendo ferme al tempo stesse quelle dei Turchi. Il risultato fu che la flotta Turca venne decimata, 30 mila invasori mussulmani caddero in battaglia e l'Europa intera venne risparmiata dal flagello dell'Islam. San Pio V ritenne che per le sorti della battaglia - del cui risultato egli ebbe un illuminazione interiore, giorni prima che la notizia giungesse a Roma - erano state decisive la recita collettiva del Santo Rosario e l'intervento della Madonna. Ordinò pertanto che quel giorno si commemorasse quella storica vittoria. Era il 7 ottobre, Festa della Madonna del Rosario, che in seguito venne estesa alla Chiesa universale da Papa Clemente XI.

Oggi, una chiesa militante ormai in disarmo e resa impotente dalle pseudo-dottrine del "dialogo", del "dialogo interreligioso" e dell'"ecumenismo", non può far altro che blaterare di "percorsi di pace" mentre un rinato Islam minaccia di radere al suolo la stessa Roma. Papa Francesco ha risposto agli attentati di Parigi e alla minaccia dell'ISIS di colpire il Vaticano, condannando "tutte le guerre", anche quelle "giuste" in difesa di un paese Cristiano.
Col suo solito tono beffardo, Francesco ha dichiarato

“Una guerra si può giustificare – fra virgolette – con tante, tante ragioni. Ma quando tutto il mondo, come è oggi, è in guerra, tutto il mondo! è una guerra mondiale – a pezzi: qui, là, là, dappertutto … - non c’è giustificazione. E Dio piange. Gesù piange.” 

Dubito fortemente che Dio stia piangendo per i tentativi di riconquistare quei territori invasi dall'ISIS e da cui i Cristiani sono stati cacciati (se non addirittura massacrati, bruciati vivi, stuprati, decapitati o costretti in schiavitù). Né ritengo che Dio stesse piangendo quando venne combattuta la battaglia di Lepanto. Al contrario, penso che tutta la corte celeste abbia gioito assieme a San Pio V.

Ma come spesso accade con Papa Bergoglio, quel che dice un giorno, può essere apertamente contraddetto da ciò che afferma il giorno dopo - oppure, come nel nostro caso, da qualcosa che aveva detto in passato. Nello specifico, come riportato da Ann Barnhardt, in occasione del 30° anniversario della fallita invasione delle Isole Falkland da parte dell'Argentina, il Cardinale Bergoglio, nel 2012, aveva pronunciato le seguenti parole:

“Siamo venuti qui a pregare per tutti coloro che sono caduti, figli della loro madre-terra che sono andati a morire per difendere le loro madri, la loro patria e per reclamare ciò che era loro, il suolo della loro madrepatria, che era stato usurpato".

A quanto pare in quell'occasione per Bergoglio Dio non aveva pianto per il proditorio attacco del governo fascista di Peron contro le isole Falkland, un attacco sferrato unicamente per motivi nazionalistici, per "reclamare ciò che era loro" ma che in realtà non lo era affatto. Come notato giustamente dalla Barnhardt, le isole Falkland sono un possedimento del Regno Unito sin da quando furono abbandonate dagli spagnoli attorno al 1830. Pensate che durante un referendum del 2013, su 1516 abitanti delle Falkland sono stati ben tre i voti a favore dell'annessione con l'Argentina…!

Eppure, quando si tratta dell'uso legittimo della forza per difendere i Cristiani dalla violenza islamica, o del concetto stesso di "guerra giusta" in generale, Papa Bergoglio fa sapere al mondo che non v'è giustificazione alcuna, per le guerre, per nessun motivo… e che "Dio piange". L'unica apparente spiegazione dietro a questa contraddizione - l'ennesima! - da parte di Papa Francesco, è la sua tendenza a dire ciò che serve nel momento in cui serve, senza alcuna coerenza di principio. E dire che ci avevano messo in guardia su Bergoglio, all'indomani della sua elezione: "attenti, è famoso per la sua incoerenza!"...

NOTA AL LETTORE: forse vi sarete chiesti il perché di così tanto accanimento, da parte di questa rubrica di Fatima.it, sui tanti scandali provocati quasi quotidianamente dai comportamenti e dalle parole di Papa Francesco. Ebbene, purtroppo è inevitabile, specialmente alla luce del fatto che queste pagine siano scritte secondo una prospettiva legata al Messaggio di Fatima.

Il Papa è la guida terrena della Chiesa Cattolica ed in quanto tale egli ha un potere immenso: quello di guidare la Chiesa correttamente per cambiare il mondo. Egli, tuttavia, può anche causare danni enormi alla stessa Chiesa e alla causa del Vangelo, e quindi fare del male al mondo intero, se parla e si comporta in modo imprudente, o addirittura sconsiderato, quando agisce e parla al di fuori dell'ambito - assai limitato - dell'infallibilità papale.

Il Papa è al centro del Messaggio di Fatima e del suo ordine Celeste - l'unico che possa salvare la chiesa ed il mondo intero in quest'epoca così caotica: la consacrazione della Russia al Cuore Immacolato di Maria, che deve essere compiuta dal Papa in unione con tutti i vescovi del mondo. E' per questo motivo che Papa Francesco, almeno fino ad oggi, può essere considerato una figura centrale negli sviluppi di questa crisi sempre più grave che ha colpito il mondo e la chiesa, e che la Madonna aveva predetto come conseguenza per non aver esaudito le Sue richieste.

Ecco perché il Centro di Fatima, e questa rubrica in particolare, non possono e non devono rimanere in silenzio su Papa Francesco!