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Gli attacchi di Parigi:
la risposta esausta di una Chiesa esausta

di Christopher A. Ferrara
16 novembre 2015

Quasi 80 anni fa, nel suo libro Le grandi eresie, Hilaire Belloc aveva predetto “un secondo periodo di dominio islamico" in Europa, un commento che aveva provocato lo scherno e la derisione dei benpensanti della sua epoca. Secondo Belloc, questo  sarebbe accaduto perché "i cattivi frutti della Riforma Luterana trovano il culmine nella dissoluzione delle nostre dottrine ancestrali - la struttura stessa della nostra società si sta dissolvendo".

Belloc giustamente ricordava invece che "nell'Islam non si è mai verificata una tale dissoluzione delle dottrine ancestrali, né qualcosa di nemmeno lontanamente paragonabile al declino della religione in Europa". Per questo, concluse quasi profeticamente, "il secondo periodo d'egemonia islamica potrà forse essere ritardato, ma dubito che possa essere rimandato per sempre", perché "la forza spirituale dell'Islam è ancora viva e vegeta nelle masse che vivono in Siria ed in Anatolia, nei complessi montuosi dell'Asia Orientale, in Arabia, in Egitto ed in Nord Africa".

Il giorno predetto da Belloc è arrivato, ma anche lui si sarebbe meravigliato di quanto profonda sia "la dissoluzione delle nostre dottrine ancestrali" dimostrata dall'elemento umano della Chiesa di oggi, già evidente 80 anni fa nelle decrepite sette protestanti. Oggigiorno, la Chiesa Cattolica ha assunto il misero ruolo di sicofante alla corte del Nuovo Ordine Mondiale, là dove l'Islam è il benvenuto e invece la Chiesa è sotto costante sorveglianza da parte dello stato, già all'erta da tempo contro il minimo segno di un ritorno alla Chiesa militante.

Per questo, costretta a confrontarsi con lo sterminio ed il caos condotto da terroristi affiliati all'ISIS, nel cuore stesso della nazione un tempo conosciuta come "la figlia primogenita della chiesa, Papa Francesco ha professato per prima cosa una certa perplessità: "Sono commosso e addolorato, e non capisco… ma queste cose sono difficili da capire."

Ma perché sarebbero "così difficili da capire"? L'Islam è una religione inventata da un uomo violento, la cui influenza si è andata espandendo per secoli solo grazie alla violenza. Ad oggi l'Islam viene mantenuto con la forza persino all'interno degli stati islamici cosiddetti "moderati", dove la pena per chi si converte al Cristianesimo è la morte!

Perché dovrebbe essere così difficile da capire che questa falsa religione, da sempre nemica di Cristo e della Sua Chiesa, ha dato vita ad una progenie di guerriglieri islamici, terroristi senza pietà che hanno giurato di conquistare l'Europa, e Roma stessa, anche a costo di farsi saltare in aria pur di raggiungere il loro scopo?

Perché dovrebbe essere così difficile capire ciò che Belloc aveva previsto addirittura 80 anni fa, e che oggi sta accadendo sotto gli occhi attoniti di Francesco e dei suoi fedeli servitori dello Zeitgeist, lo "spirito dell'epoca"? La risposta è facile, anche se triste: l'elemento umano della Chiesa di oggi è ideologicamente compromesso ad una assoluta e volontaria cecità in merito al fallimento catastrofico di aver voluto aprire la Chiesa "al mondo moderno" - un folle esperimento il cui risultato è stato quello d'aver permesso a qualcosa di così primitivo e barbaro come la Sharia di prendere piede nelle città Europee, mentre la legge del Vangelo viene invece confinata nel ghetto dell'opinione privata.

Francesco e la cricca di progressisti di cui si è circondato continuano ad illudersi che una religione nata, propagata e mantenuta per mezzo della violenza non abbia nulla a che vedere con la violenza, e che "il dialogo" con "l'autentico" Islam possa in qualche modo neutralizzare la minaccia che il vero Islam ormai rappresenta per tutta la civiltà occidentale (o ciò che ne resta).

Guidato da Francesco e dal suo impegno incrollabile al dogma liberale dei "confini aperti", che secondo lui sarebbe un assoluto dovere di carità, il Vaticano continua a chiedere che le nazioni europee accettino al loro interno un'interminabile flusso di giovani "rifugiati" mussulmani, tra cui si celano molti jihadisti in incognito o comunque moltissime potenziali reclute della Jihad islamica. Il Vaticano continua ad ignorare avvertimenti gravissimi come quelli del Patriarca Caldeo d'Iraq, l'Arcivescovo Emil Shimoun Nona, cacciato dall'Isis dalla sua diocesi ben un anno prima degli attacchi di Parigi:

Le nostre sofferenze di oggi sono il preludio alle sofferenze che anche voi europei e cristiani occidentali dovrete patire in un prossimo futuro… . Dovete riflettere sulla nostra realtà in Medio Oriente, perché state dando il benvenuto nei vostri paesi ad un numero sempre crescente di mussulmani. Siete in pericolo e dovete prendere decisioni forti e coraggiose, anche a costo di contraddire i vostri stessi principi [liberal-democratici]. Se non capirete tutto questo al più presto, diventerete voi stessi le vittime del nemico che avete accolto nelle vostre case.

Purtroppo, ovviamente, Francesco ed il suo apparato Vaticano, schiavi dell'ideologia para-conciliare e del suo "dialogo interreligioso" così imprescindibile, non riconosceranno mai l'innegabile verità sull'Islam proclamata da San Giovanni Bosco nel XX secolo:

La religione di Maometto consiste in un mostruoso mescolamento di giudaismo, di paganesimo e di cristianesimo. Maometto propagò la sua religione, non con miracoli o con la persuasione delle parole, bensì colla forza delle armi. Religione che, favorendo ogni sorta di libertinaggio, in breve tempo fece diventare Maometto capo di una formidabile truppa di briganti. Insieme con costoro scorreva i paesi dell'Oriente guadagnandosi i popoli, non coll'insinuare la verità, non con miracoli o con profezia; ma per unico argomento egli innalzava la spada sul capo dei vinti gridando: o credere o morire.

Don Bosco è stato canonizzato da Pio XI, lo stesso pontefice che, solo qualche anno prima della profezia di Belloc, aveva ordinato alla Chiesa di pregare affinché Cristo diventasse Re "di tutti quelli che sono ancora avvolti nelle tenebre dell’idolatria o dell’islamismo…"

Quando Belloc scrisse che "i cattivi frutti della Riforma Luterana trovano il culmine nella dissoluzione delle nostre dottrine ancestrali" mai avrebbe immaginato un giorno in cui il Vaticano, con l'approvazione del Papa, avrebbe annunciato una “commemorazione condivisa per il 500° anniversario della Riforma Luterana". Il Vaticano oggi celebra l'evento stesso che ha portato allo sfinimento spirituale l'occidente un tempo Cristiano, e quindi ad un risorgere Islamico ormai inarrestabile, davanti al quale persino la Chiesa Cattolica, del tutto esausta, sembra essere impotente.

Può forse esservi segno più evidente del fatto che ci troviamo nel periodo predetto dal Terzo Segreto? Stiamo forse per assistere al giorno in cui un "vescovo vestito di bianco" fuggirà tra le rovine di una città semi distrutta (Roma?) per poi essere giustiziato da un gruppo di soldati (forse militanti islamici?) ai piedi di una croce?

Direi che è giunto abbondantemente il tempo in cui l'elemento umano della Chiesa, che da sempre pretende di voler "leggere i segni dei tempi", apra davvero i propri occhi e cominci realmente a leggere tali segni! Per adesso, tuttavia, una cecità volontaria sembra essere al centro del loro programma: essi sono ciechi che conducono altri ciechi sull'orlo di un abisso, dal quale non v'è altro scampo se non la morte.