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Il The Wanderer si sta finalmente svegliando?

di Christopher A. Ferrara
13 novembre 2015

Quasi 50 anni fa (era il 1967) Walter Matt si separò professionalmente da suo cugino Alphonse Matt Senior, direttore del The Wanderer, per fondare la rivista The Remnant. Lo fece perché, grazie alla chiarezza di pensiero di una persona che scrive e ragiona secondo il punto di vista dell'immemore tradizione Cattolica, aveva già capito dove ci avrebbe condotto "l'apertura al mondo" e "l'aggiornamento" del Vaticano II: verso il disastro e la rivoluzione nella Chiesa.

Per la maggior parte dei 50 anni seguenti, le due riviste The Wanderer e The Remnant si sono affrontate a suon di articoli. Il The Wanderer difendeva incessantemente qualsiasi novità approvata o tollerata dalla Chiesa - dalla nuova Messa all'ecumenismo, fino ad arrivare alle "chierichette" - accusando il The Remnant ed i suoi sostenitori d'aver intrapreso "una rotta che porta allo scisma". Quest'accusa è stata uno dei motivi principali per cui ho scritto un intero libro a difesa del The Remnant, e che attualmente è arrivato alla seconda edizione, aggiornata con gli ultimi sviluppi della vicenda. The Remnant, invece, nel corso di quegli stessi decenni ha pazientemente riportato e denunciato tutte le deviazioni più eterodosse, il decadimento morale e la distruzione arrecata da quello che una cricca di adoratori del concilio, dura a morire (e tra cui annoveriamo anche Papa Francesco) osa ancora definire "rinnovamento".

Tuttavia, sotto il pontificato di Papa Francesco e a causa del suo "Sinodo sulla famiglia" (mai nome fu meno azzeccato!), il rovinoso "rinnovamento" ha raggiunto un livello di devastazioni tale che persino il The Wanderer - alla fine! - non ha potuto non puntare il proprio dito contro quella che è la causa principale della crisi che affligge attualmente la comunità ecclesiale: la Santa Sede, come il sottoscritto aveva umilmente suggerito più di 13 anni fa, quando quella causa aveva cominciato a risultare sempre più evidente.

A suo credito, il The Wanderer ha appena (7 novembre) pubblicato un articolo sul Sinodo in prima pagina, a firma del sacerdote e teologo Padre Brian Harrison, un amico e collega di lunga data che, tuttavia, aveva fino ad ora sempre criticato certe posizioni dei cattolici tradizionalisti, incluse quelle di chi scrive (e sulle quali avevamo concordato di non concordare!). Non avrei mai pensato di vedere un giorno pubblicate dichiarazioni come quelle che vi sto per citare, da parte di Padre Harrison - e ben che meno sulla prima pagina del The Remnant! Ecco cos'ha scritto Padre Harrison in merito ai paragrafi 84-86 del rapporto finale del Sinodo, il quale - come ho fatto notare nel mio ultimo articolo - apre le porte alla "proposta Kasper" di ammettere gli adulteri alla Santa Eucaristia:

  • “Mi sembra una notizia molto preoccupante. Questi paragrafi sono vaghi, pieni di commenti anche veritieri, ma comunque ammantati di buonismo (e quindi tendenziosi) in merito a quei cattolici che vivono in situazioni di bigamia (gli adulteri).
  • “Soprattutto, questi paragrafi mantengono un fragoroso silenzio sul fatto che queste persone possano essere ammesse alla Santa Eucaristia. Evitando incredibilmente di citare il chiaro insegnamento di Giovanni Paolo II contenuto nella Familiaris Consortio, paragrafo 84, laddove si afferma che costoro non possano ricevere la Comunione a meno di non vivere come 'fratello e sorella', ma citando invece le parti più compassionevole di quello stesso articolo, la maggioranza del sinodo ha inviato un messaggio chiarissimo: La Chiesa sta per aprire le porte a quello che Giovanni Paolo II (e tutti i suoi predecessori) avevano chiuso con fermezza!
  • “Se osserviamo i voti relativi a questi tre paragrafi, è chiaro che essi non avrebbero mai ottenuto i 2/3 della maggioranza se non fosse stato per la dozzina di cardinali e vescovi 'progressisti' coi quali il Santo Padre ha personalmente infarcito il Sinodo, grazie ad una sua decisione unilaterale, sia come padri sinodali sia come membri del comitato che ha stilato il rapporto finale.
  • “In sostanza, mi sembra chiaro che la battaglia sinodale - una battaglia che ha in gioco le sorti dell'anima stessa della Chiesa! - sia stata vinta da Papa Francesco e dal partito della cosiddetta 'misericordia'.
  • Il Pontefice ha imposto con successo la propria volontà sul Sinodo, e adesso con tutta probabilità affermerà d'aver ricevuto il mandato da parte dei vescovi di tutto il mondo, dopo essersi "consultato" ed aver "ascoltato" la loro voce, di portare avanti un documento che 'decentralizzi' questo problema, cioè in altre parole che permetta 'differenze regionali' in merito all'accesso alla Comunione per i divorziati e risposati.
  • “Se così dovesse accadere, ci troveremmo dinanzi ad una situazione gravissima, perché una 'diversità' su di un tema così importante, e la cui stessa natura impone invece l'uniformità più assoluta in tutto il mondo cattolico, sarebbe sufficiente per avviare un processo disgregativo di tutto il tessuto dottrinale del Cattolicesimo: prima su questioni 'morali', infine su questioni 'dottrinali' ('Fede e morale', infatti, vanno di pari passo.)"

Quella di Harrison è una valutazione franca e assolutamente devastante di ciò che è appena accaduto al Sinodo Fasullo del 2015, e di quali potrebbero essere le conseguenze per la Chiesa.

Altrettanto devastante è il giudizio di questo pontificato fornito da un vaticanista di tutto rispetto come Sandro Magister, al quale l'ufficio stampa del Vaticano, per ritorsione, ha tolto l'accredito stampa a giugno di quest'anno. Magister scrive infatti che: "Sono bastate poche sue decisioni e poche sue battute accortamente dosate, a cominciare da quel memorabile "Chi sono io per giudicare?" che è ormai diventata l'insegna di questo pontificato, per scatenare nella Chiesa un conflitto senza precedenti e accendere nella pubblica opinione mondiale l'aspettativa inaudita di un ribaltamento dei paradigmi cattolici su questioni chiave come il divorzio e l'omosessualità.".

Lo scontro in atto per restaurare la Chiesa non è una disputa di quartiere, e ciascun Cattolico degno di questo nome dovrebbe gioire per la volontà del The Wanderer di giudicare finalmente in modo obiettivo la situazione in cui versa la Chiesa di oggi. Speriamo che questa tendenza possa continuare e che sempre più voci "conservatrici" si uniscano a quelle dei cosiddetti "tradizionalisti" e "fatimiti", che per più di 50 anni sono stati irrisi e marginalizzati, malgrado le loro tesi fossero state immancabilmente confermate dalla realtà degli eventi, anno dopo anno.

Se posso permettermi una battuta, su questo punto, mi piacerebbe concludere con le parole di un mio collega: “Benvenuti alla guerra, era l'ora che vi faceste vivi"!