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Prepariamoci alla "verità regionale"

di Christopher A. Ferrara
26 ottobre 2015

Lo ammetto, sono un avvocato, e in quanto tale ho l'abitudine inveterata d'andare subito al nocciolo di una questione per cercare di trovare una sintesi che mi permetta di comprenderne l'essenza.

Per quanto riguarda quello che ho definito più volte "Il Sinodo del destino" o "il Sinodo fasullo", il nocciolo della questione è presto detto: Papa Francesco ha ideato, sostenuto e messo in moto una cabala di sovversivi modernisti, di cui ha totalmente il controllo, che stanno complottando per far crollare l'intero edificio morale della Chiesa. Purtroppo tutto ciò sta avvenendo sotto i nostri occhi e - va detto, perché è una realtà - con la connivenza proprio di Papa Francesco.

Questo gruppo di persone viene osteggiato dai padri Sinodali più conservatori e tradizionalisti, i quali si trovano nella disperata situazione di dover impedire a costoro di raccomandare l'assoluzione e l'ammissione alla Comunione sacramentale per quegli adulteri che, dopo essersi divorziati e risposati, non hanno intenzione di interrompere le proprie relazioni sessuali adulterine.

Ci troviamo ancora una volta davanti ad un'amara verità: questo è ciò che vuole Papa Francesco! Dopo il coraggioso discorso introduttivo del relatore generale del Sinodo 2015, il Cardinale Erdo (che durante il Sinodo 2014 era stato invece costretto a sottomettersi alla cabala), nel quale ha affermato che la Comunione sacramentale per gli adulteri è impossibile, Papa Francesco il giorno dopo ha affermato che la proposta di Kasper, per quanto assurda e mostruosa, era ancora in gioco. Come riportato dall'organo gesuita di Francesco, la rivista Magazine, il Papa ha affermato che "il problema dell'ammissione dei cattolici divorziati e risposati civilmente all'Eucarestia sotto certe condizioni… è solo uno dei grandi e importanti argomenti in discussione…”

Tradotte, le sue parole significano: "suvvia, Cardinale Erdo, il Sinodo dibatterà - e come! - sul fatto che gli adulteri pubblici possano ricevere l'Eucarestia". Purtroppo il "dibattito" è finito prima ancora di partire, perché in realtà non sarà permessa alcuna discussione legittima su questo argomento. Il documento finale del Sinodo, infatti - che verrà dato ai prelati per un voto di conferma solo nell'ultimo giorno di questo 'fasullo Sinodo del destino' - è già stato in massima parte (se non interamente) scritto da un comitato di 10 persone, 8 delle quali sono a favore dell'insana 'Proposta Kasper', con le uniche due eccezioni rappresentate dal Cardinale Erdo e da Monsignor Lebouakehan.

In altre parole, la Relatio finale del Sinodo 2015, a cui farà seguito l'esortazione apostolica di Papa Francesco, già contiene la soluzione a questo finto "dibattito", una soluzione sfortunatamente prevedibile, così come lo è tutta questa messinscena chiamata "Sinodo sulla famiglia". Quel documento - forse ambiguamente, forse in modo esplicito - introdurrà il concetto che gli adulteri pubblici possono accedere alla Comunione Sacramentale su decisione dei loro vescovi o delle loro conferenze episcopali, secondo le varie "differenze sociali e culturali."

L'arcivescovo "moderato" [leggi: semi-modernista] Mark Coleridge di Brisbane, ha profeticamente rivelato che “se il problema della non ammissione all'Eucaristia fosse riformulato al fine di permettere ai vescovi o alle conferenze episcopali locali di decidere da soli, i 270 vescovi che parteciperanno al Sinodo del 4-25 ottobre potrebbero trovarsi divisi in modo quasi uguale, 50 e 50". Ancor più profetiche sono state le parole appena pronunciate dal pessimo Cardinale Marx (nomen omen!): "Grazie a Dio abbiamo il Papa. Non siamo noi vescovi a dover decidere. L'unità della chiesa non è a rischio; una volta che il Papa ha deciso, noi rispetteremo la sua decisione."

Davvero? Un'improvvisa e umile dichiarazione di sottomissione al Papa? E da parte di quello stesso Marx - una vera e propria termite modernista - che solo qualche mese fa aveva dichiarava che la Chiesa tedesca non è "una filiale di Roma"?

No, purtroppo ciò che sta per accadere è chiaro e avverrà certamente, a meno di un miracolo. Preparatevi per l'ultimo ritrovato nel "regime di novità"postconciliari: la verità regionale! Verrà data facoltà ai vescovi dei vari paesi di decidere se seguire l'insegnamento di Giovanni Paolo II, Benedetto XVI e dell'intera tradizione bi-millenaria della Chiesa in merito all'impossibilità di ammettere gli adulteri pubblici alla Comunione e alla Confessione, a meno di un loro preventivo pentimento e della cessazione delle loro relazioni adulterine. A seconda di dove si vive, quindi, quell'insegnamento - che è da sempre legato all'indissolubilità del vincolo del matrimonio - verrà difeso in quanto verità essenziale oppure abbandonato come dei tanti "ostacoli” da rimuovere (come piace definirli a Papa Francesco).

Se questo dovesse davvero accadere - e Dio non voglia! - la Chiesa si disgregherebbe in una serie di scismi locali, e il concetto stesso d'indissolubilità del matrimonio finirebbe per scomparire in tante diocesi o nazioni, mentre in altre, forse, continuerebbe ad essere difeso (almeno per un po').

In gioco c'è l'essenza stessa dell'unità che distingue da sempre la Chiesa Cattolica rispetto a tutte le altre istituzioni religiose. Non sorprende, quindi, che Suor Lucia di Fatima, in una lettera indirizzata al Cardinale Caffarra, gli disse che "lo scontro finale tra il Signore ed il regno di Satana sarà sul matrimonio e la famiglia." L'esito di questo scontro, ovviamente, vedrà la vittoria di Nostro Signore Gesù Cristo. Tuttavia, ogni battaglia lascia sul campo i suoi caduti, e i nostri potrebbero essere assai numerosi prima che la battaglia finisca e la follia che sta montando nell'aula del Sinodo possa essere esorcizzata e spazzata via dalla Chiesa. Questo, tuttavia, potrà avvenire con l'unico strumento umano della grazia di Dio capace di farlo: un Papa santo e coraggioso al tempo stesso!