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Lettera #6:
Una farsa fino alla fine

di Christopher A. Ferrara
22 ottobre 2015

Con la conclusione dei lavori da parte dei gruppi minori, il Sinodo fasullo del 2015 si avvia verso la stesura del documento finale, che verrà effettuata da un comitato di dieci persone di orientamento progressista (non elette, lo ricordiamo, ma scelte personalmente dal Papa). Questa Relatio finale, che in teoria dovrebbe avere lo scopo di riassumere i lavori del Sinodo, verrà presentata solo il 21 ottobre ai Padri del Sinodo, i quali avranno unicamente mezza giornata a loro disposizione per valutarlo e discuterne in aula (questo lasso di tempo include due ore e mezza di discussione e dibattito generale alla sera, un periodo di tempo francamente ridicolo).

Il documento che verrà presentato dal Comitato dei "non eletti" è a sua volta basato sull'Instrumentum Laboris prodotto dal Sinodo fasullo del 2014 e infarcito di ben 84 paragrafi aggiuntivi (redatti da persone a tutt'oggi sconosciute) dai contenuti volutamente dubbi e tendenziosi. Tredici importanti cardinali, nella loro ormai famosa lettera al Santo Padre, hanno giustamente protestato per il fatto che l'Instrumentum Laboris "non può adeguatamente servire da testo guida o da fondamento di un documento finale."

Il testo finale del 2014, a sua volta, contiene tre paragrafi che erano stati respinti dai Padri del Sinodo ma che Francesco aveva voluto inserire in ogni caso. Quei tre paragrafi bocciati, come gli altri 81 aggiunti da oscuri relatori, sono apertamente a favore dell'ammissione alla Comunione Sacramentale per i divorziati risposati, dell'accettazione delle "unioni omosessuali" e vedono con positività la convivenza more uxorio. Inoltre, il famigerato paragrafo 137 sminuisce il carattere intrinsecamente malvagio della contraccezione, limitandolo ad una mera questione di coscienza individuale. Un Sinodo della Famiglia… così hanno avuto il coraggio di definire questa vergogna sovversiva!

Quest'anno le regole del Sinodo fasullo sono state cambiate ad arte, e i Padri sinodali sono stati costretti ad operare e discutere all'interno di piccoli circoli distinti su base linguistica perché qualsiasi discussione generale, o persino la votazione sui vari paragrafi, è stata proibita. Ieri questi circoli linguistici hanno inoltrato le loro proposte di cambiamento all'Instrumentum Laboris, che il comitato dei non eletti dovrebbe prendere in considerazione (il condizionale però è d'obbligo) per la stesura della relazione finale del Sinodo.

Il Circolo D di lingua Inglese, presieduto dal Cardinale Thomas Collins e dall'Arcivescovo Joseph Chaput, ha fornito questa lista devastante di tutti gli argomenti che l'Instrumentum non è riuscito a chiarire:

  • ... I ruoli di madre e padre ...

  • ... il diritto di un bambino ad avere sia la madre che il padre.

  • ... il valore di una famiglia numerosa.

  • ... il ruolo dei padrini

  • ... il ruolo delle scuole Cattoliche

  • ... la formazione della castità

  • ... il pericolo dell'educazione sessuale gestita dallo stato

  • ... Maria, madre di Gesù ...

  • ... la gratitudine per le donne consacrate ...

  • ... [il ruolo de]gli insegnanti religiosi ...

  • ... l'importanza della preghiera e della meditazione in famiglia così come della religiosità popolare

  • ... l'importanza di pregare per i nostri cari defunti… e le preghiere di questi ultimi, per noi, nella Comunione dei Santi.

Il Gruppo D ha inoltre ricordato che "Molti membri ritengono che il paragrafo 137 [quello che apre la porta ai metodi contraccettivi come se fosse una semplice "questione di coscienza"] andrebbe rimosso o completamente riscritto, perché il modo in cui si forma la coscienza viene spiegato malamente nell'attuale documento."

Evidentemente, i membri del Circolo Anglofono D pensavano di dover partecipare ad un vero "Sinodo sulla famiglia", non rendendosi conto che quest'ultimo in realtà non è altro se non uno strumento formale per legittimare cose come l'adulterio, l'omosessualità, la convivenza e la contraccezione.

Come abbiamo già osservato nei giorni scorsi, tuttavia, i controllori del Sinodo fasullo 2015 (tutti scelti personalmente da Francesco) hanno capito che la maggioranza dei Padri sinodali quest'anno è pronta ad agire come fece lo scorso anno pur di non commettere un suicidio ecclesiastico, e quindi non avallerà mai il tentativo di "istituzionalizzare" l'immoralità sessuale nella Chiesa.

Sembrerebbe infatti che vi siano ben pochi padri del Sinodo a favore della mossa disperata degli elementi più radicali, già fortemente ispirata dallo stesso Francesco durante il suo discorso del 17 ottobre, e cioè quella di permettere che tali questioni morali vengano "delegate" alle conferenze episcopali, con decisioni quindi diverse a livello nazionale o continentale. Si tratterebbe anch'esso di un vero e proprio suicidio ecclesiastico perché comporterebbe la disgregazione della Chiesa Cattolica in piccole chiese nazionali, ciascuna con la propria opinione in merito alla "situazione" pastorale di coloro che vivono in una condizione oggettiva di peccato mortale, e di conseguenza tutta una serie di diverse discipline sacramentali. Il Cardinale Pell ha denunciato questa assurdità modernista con una poderosa risposta: "Non è possibile che una coppia nella stessa situazione e con lo stesso atteggiamento riceva un trattamento diverso da paese in paese; non è possibile che il loro accesso alla comunione venga considerato sacrilegio in un paese e invece addirittura una "causa di grazia" in un altro … Cattolico significa universale, non continentale!"

Quindi, al momento in cui scriviamo sembrerebbe che i controllori del Sinodo fasullo 2015 abbiano fallito ancora una volta nel loro tentativo di stravolgere l'edificio morale della Chiesa nascondendolo sotto il pretesto di voler difendere la famiglia - forse il più clamoroso tra gli inganni perpetrati dall'elemento umano della chiesa nel corso della lunga storia del Cattolicesimo.

Il problema è che questi traditori della Fede sembrano voler continuare imperterriti, fino alla fine. Durante la conferenza stampa del 20 ottobre, dopo che la maggioranza del sinodo gli si era chiaramente rivolta contro, i controllori del Sinodo hanno fatto parlare il Cardinale Marx, una specie di caricatura Hogartiana di un prelato corrotto, il quale si è messo a blaterare dell'accesso alla Comunione sacramentale per i cattolici divorziati e "risposati", come se il Sinodo fosse perfettamente d'accordo con lui. Durante la conferenza stampa, i relatori non hanno detto nemmeno una parola in merito alle opinioni della silenziosa maggioranza, che in massima parte è stata ridotta al silenzio. La posizione di questa maggioranza, infatti, è chiara: la bi-millenaria disciplina sacramentale della chiesa deve rimanere intatta, proprio come avevano insistito Benedetto XVI e Giovanni Paolo II.

Ma i giocatori di questa partita truccata sanno di avere ancora un asso nella manica, e cioè la "decisione finale" di Papa Francesco, al quale hanno fatto più volte riferimento, ed in modo alquanto sospetto, tutti i relatori della conferenza stampa del 20 ottobre. Non è infatti da escludere l'entrata in scena del "Deus ex machina" Francesco, col suo bagaglio di colpi a sorpresa, inclusa quella che potrebbe essere una nuova versione del progetto di "devoluzione" della chiesa.

I fedeli possono solo pregare affinché alla Chiesa venga risparmiato tutto ciò per mezzo dell'intervento del vero Dio, Nostro Signore Gesù Cristo che è il Suo fondatore. Possiamo solo affidarci con salda ed incrollabile certezza alle parole di Gesù, il Quale ha promesso di essere con la sua Chiesa fino alla fine dei tempi.

Per quanto riguarda la fine del Sinodo, sia io sia John Vennari continueremo a seguire i lavori di questo triste affare, cercando di riferirvi tutta la verità di ciò che sta accadendo.