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Tre brave persone intrappolate nel nuovo paradigma

di Christopher A. Ferrara
16 ottobre 2015

Robert Royal è un gentiluomo cattolico e un rispettato giornalista. Padre Gerald Murray è un bravo sacerdote ortodosso, tanto che se tutti i sacerdoti fossero come lui, la Chiesa starebbe decisamente in condizioni migliori. Infine, Raymond Arroyo, conduttore della trasmissione della EWTN The World Over, ha magnificamente denunciato il bipensiero modernista del Cardinale Kasper e la manipolazione di questo Sinodo fasullo per favorire tale pensiero (come risulta evidente dalle azioni e dalle parole di Francesco).

Tuttavia, durante una recente puntata di The World Over, nella quale Royal e Padre Murray, trovandosi a Roma per seguire il Sinodo 2015, avevano giustamente denunciato ciò che sta accadendo, nessuno (nemmeno Arroyo) si sono resi conto che le loro affermazioni erano comunque frenate o quanto meno circoscritte dal cosiddetto "nuovo paradigma della Chiesa". Con quest'espressione intendo la situazione all'interno della Chiesa che ormai viene data per scontata e assodata, cioè quest'eterna lotta tra "i consercvatori" e i "progressisti" su "questioni" dottrinali e di pratica pastorale le quali - in realtà - sono già state definite dal magistero e dovrebbero essere al di là di qualsiasi dubbio o dibattito.

Questo nuovo paradigma si può vedere all'opera in particolar modo nei Sinodi dei vescovi, una novità creata da Paolo VI nel 1965 per promuovere il concetto conciliare di "collegialità". La puntata di The World Over di cui vi parlo ha avuto inizio con una dichiarazione del Cardinale Pell, il quale da anch'egli per assodato questo "nuovo paradigma". Ecco cos'ha affermato: "ciò che è davvero importante, ovviamente [in merito al processo sinodale]", è che "entrambe le parti in causa vengano rappresentate egualmente - nei comitati, nei documenti, nei rapporti che vengono pubblicati…"

Entrambe le parti in causa? Una giusta rappresentatività nei comitati e sui rapporti? Discussione? Dibattito? Ma su che cosa? Da quando in qua la Chiesa Cattolica è diventata una specie di parlamento in cui si spera che "entrambe le parti" vengano "rappresentate egualmente" nel processo legislativo? La risposta è presto detta: da quando Paolo VI ha introdotto nella Chiesa la novità dei Sinodi. Ma nessuno, durante la trasmissione, sembra aver colto l'essenza del problema, e cioè l'esistenza stessa del Sinodo!

Dopo la dichiarazione del Cardinale Pell, Royal ha fatto notare "un nervosismo generale, qui a Roma, non solo tra i cattolici tradizionalisti nell'aula del Sinodo, ma anche tra i progressisti…" Quindi il Sinodo consiste in un'"aula" all'interno della quale i "cattolici tradizionalisti" sfidano quelli "progressisti" in merito agli insegnamenti cattolici…Ma stiamo scherzando? Il vero problema è proprio il Sinodo!

Royal ha proseguito ricordando che dopo la strenua difesa dell'ortodossia Cattolica da parte del Cardinale Erdo nel suo discorso inaugurale del Sinodo, Francesco è intervenuto personalmente il giorno dopo per assicurare sia "i tredici cardinali che hanno un carattere più tradizionale" e che sono preoccupati sull'evidente manipolazione del "processo sinodale" (come già accaduto nel 2014), sia i "progressisti" che sono preoccupati per il discorso troppo ortodosso del Cardinale Erdo. Francesco, ha detto Royal, ha quindi voluto "rassicurare sia l'ala progressista sia quella più tradizionale…"

L'ala "più tradizionale"? Ma i vescovi e i cardinali cattolici non dovrebbero essere tutti vicini alla tradizione? Non sono forse i vescovi e i cardinali "progressisti" la vera minaccia alla Fede, e quindi semmai indegni di sedersi accanto ai "cattolici più tradizionali" per discutere su questioni dottrinali, morali o pastorali? O dobbiamo forse accettare una Chiesa nella quale l'equivalente dei Repubblicani e dei Democratici si combattono sul sagrato di San Pietro su ogni questione?

Ad onor del vero, Padre Murray ha affermato giustamente che "la proposta del Cardinale Kasper è assurda, una vera offesa contro la natura stessa del matrimonio e non andrebbe ulteriormente discussa…" Ma allora perché è stato permesso che venisse discussa? Solo a causa del Sinodo, una novità inventata da Paolo VI 50 anni fa.

Accettando questa novità senza rendersi conto che è proprio quest'ultima ad essere uno dei motivi della debacle della Chiesa Cattolica degli ultimi anni, Padre Murrey ha poi criticato il modo "quasi segreto" con cui questo Sinodo fasullo del 2015 verrebbe condotto: "doveva essere svolto all'insegna della cultura dell'incontro", ha dichiarato, "e i fedeli avrebbero dovuto avere occasione di ascoltare ciò che vogliono dire i vari pastori, per poi discuterne tra loro…".

Sì ma discutere tra loro di cosa? Forse l'evoluzione di un "dibattito" tra i "progressisti" e i loro oppositori "più tradizionali" in merito agli insegnamenti e alla pratica della chiesa, quasi come se a venire discussi fossero delle leggi nella Camera dei Deputati o del Senato degli Stati Uniti?

"Il Sinodo", prosegue Padre Murrey, "rappresenta un'opportunità per far sentire la propria voce in modo chiaro e forte per tutti coloro che vogliono difendere l'ortodossia cattolica … il Sinodo ci da l'opportunità di dire al Santo Padre e a chiunque sia in ascolto, che la dottrina Cattolica deve essere difesa con vigore, perché altrimenti tante anime verranno messe in pericolo dai falsi insegnamenti."

Ma da quando in qua i Cattolici "devono farsi ascoltare" dal Papa a difesa dell'ortodossia? Non dovrebbe essere il Papa a far sentire la sua voce a difesa dell'ortodossia?

È il presupposto stesso che suona assurdo, diabolicamente assurdo! Raymond Arroyo è quello che più si avvicina alla verità quando afferma che il Sinodo è in pratica "un covo di squali ecclesiastici" - all'interno del quale i pochi pesci conservatori stanno cercando di lottare per la loro vita.

Ma è proprio l'esistenza di questo "covo di squali" il problema. Questa "assemblea" rappresentata dal Sinodo da l'impressione ai fedeli che la dottrina Cattolica sia una questione che possa essere affrontata in un dibattito periodico o che possa essere aggiornata a suon di leggi. Allo stesso tempo, il Sinodo permette a Papa Francesco di affermare - nel documento già scritto dal comitato di persone da lui nominate - che il "Sinodo parla" con l'autorità "dello Spirito Santo ” in quanto manifestazione del "Dio che sorprende sempre".

Che Dio possa salvarci da questo "nuovo paradigma" e restaurare al più presto una chiesa che insegni e ribadisca con fermezza l'autorità di Nostro Signore Gesù Cristo. Ma questa restaurazione dovrà giocoforza prevedere l'abolizione dei Sinodi, che si sono trasformati ormai in un'arma al servizio del demonio.