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Lettered al precipizio del sinodo
Lettera #1

Approfondimento sulla "lettera dei 13 Cardinali"

di Christopher A. Ferrara
15 ottobre 2015

Dopo essere stata rivelata per la prima volta da Sandro Magister, la lettera indirizzata a Papa Francesco e firmata da 13 cardinali, tra I quali addirittura il Cardinale Gerhard Muller, Prefetto per la Congregazione per la Dottrina della Fede, lancia una serie di colpi poderosi (anche se espressi con parole gentili) contro il Sinodo "sulla famiglia" ideato dal Papa e manovrato da persone di sua fiducia. Analizziamo questi colpi inferti al Sinodo:

  • “Il documento preparatorio del sinodo ha anche sezioni che trarrebbero vantaggio da una sostanziale riflessione e rielaborazione.”
  • “Le nuove procedure che guidano il sinodo sembrano assicurare un'influenza eccessiva [dell'Instrumentum] sulle deliberazioni del sinodo e sul documento sinodale finale.”
  • “l'"Instrumentum" non può adeguatamente servire da testo guida o da fondamento di un documento finale.”
  • “Le nuove procedure sinodali saranno viste in alcuni ambienti come mancanti d’apertura e di genuina collegialità.”
  • “ L'assenza di proposizioni e delle relative discussioni e votazioni sembra scoraggiare un dibattito aperto e confinare la discussione ai circoli minori…”.
  • “la redazione di proposizioni da votare dall'intero sinodo dovrebbe essere ripristinata…”.
  • “Il voto su un documento finale arriva troppo tardi nel processo di completa revisione e di aggiustamento del testo.”
  • La mancanza di una partecipazione dai padri sinodali alla composizione della commissione di redazione ha creato un notevole disagio.”
  •  “I suoi membri sono stati nominati, non eletti, senza consultazione.”
  • “questi fatti hanno creato il timore che le nuove procedure non siano aderenti al tradizionale spirito e finalità di un sinodo.”
  • “ un certo numero di padri il nuovo processo sembra configurato per facilitare dei risultati predeterminati …”.
  • “un sinodo progettato per affrontare una questione pastorale vitale – rafforzare la dignità del matrimonio e della famiglia – potrebbe arrivare ad essere dominato dal problema teologico/dottrinale della comunione per i divorziati risposati civilmente.”
  • Il collasso delle chiese protestanti liberali nell’epoca moderna… giustifica una grande cautela nelle nostre discussioni sinodali.”

Malgrado la confusione su chi abbia effettivamente firmato questa lettera, ed i suoi contenuti precisi (la lettera infatti sembra essere stata leggermente rimaneggiata, nella versione pubblica), persino la rivista America, che da sempre è una specie di organo di partito del papa gesuita, adesso conferma che "13 cardinali hanno effettivamente firmato la lettera, inclusi quattro che non risultano menzionati nella lista di Magister…" La rivista America ha fornito la seguente lista di firmatari e le citazioni esatte del testo che ho appena riportato:

  • Gerhard L. Müller [Cardinale], prefetto della congregazione per la dottrina della fede;
  • Robert Sarah [Cardinale], Prefetto della congregazione per il culto divino e la disciplina dei sacramenti;
  • George Pell [Cardinale], prefetto in Vaticano della segreteria per l'economia;
  • Angelo Scola, Arcivescovo di Milano;
  • Carlo Caffarra, Arcivescovo di Bologna;
  • Thomas C. Collins, Arcivescovo di Toronto;
  • Timothy M. Dolan, Arcivescovo di New York;
  • Willem J. Eijk, Arcivescovo di Utrecht;
  • Wilfrid Fox Napier, Arcivescovo di Durban;
  • Jorge L. Urosa Savino, Arcivescovo di Caracas;
  •  John Njue, Arcivescovo di Nairobi;
  • Norberto Rivera Carrera, Arcivescovo di Città del Messico;
  • Elio Sgreccia [Cardinale], Presidente emerito della Pontificia Accademia per la Vita.

Incredibilmente, i firmatari di questa lettera - tutti partecipanti al Sinodo - includono i capi dei dicasteri dottrinali (Müller), liturgici (Sarah) ed economici (Pell) del Vaticano! Ancor più sorprendente è poi la firma del Cardinale Dolan, il sempre gioviale "campione" della moderazione all'interno della gerarchia americana.

L'importanza storica di questo documento è immensa, perché in esso si denuncia chiaramente che il Sinodo, compresa la sua Relatio Finale è una vera e propria truffa che minaccia di ridurre la Chiesa alle condizioni, moralmente decrepite, in cui versano le varie denominazioni protestanti. Antonio Socci ha giustamente definito “esplosiva,” questa lettera, perché dimostra la consapevolezza che hanno ormai i suoi firmatari dei chiari tentativi di Francesco di usare il Sinodo per dare parvenza di legalità al suo desiderio di "vedere introdotte nella Chiesa le idee di Kasper, sia pure in forma camuffata".

Socci, inoltre, mette in risalto i due passi compiuti dal Vaticano a seguito della pubblicazione della missiva: per prima cosa, Francesco ha messo in dubbio la realizzazione stessa di un documento finale - malgrado la sua preparazione (da parte di un comitato pieno di gente non eletta e dominato dai progressisti), la sua revisione abbreviata da parte dei Padri Sinodali il 22 ottobre e la sua votazione il 24, siano tutti elementi ufficiali del Sinodo e facciano parte della sua scaletta sin dall'inizio dei lavori. Il secondo passo è stato quello di dichiarare che ci sarebbe stato un documento finale, dopo tutto, ma che sarebbe spettato a Francesco decidere cosa farne.

Tutti i segnali sembrano indicare che la settimana scorsa abbia rappresentato un momento di svolta, per il per il Sinodo, in quella che il Cardinale Caffarra, uno dei firmatari di questa lettera di protesta - citando Suor Lucia di Fatima - ha definito "la battaglia finale tra la Chiesa e satana" in merito "al matrimonio e la famiglia".

Io e John Vennari continueremo ad aggiornarvi in tempo reale qui da Roma, in questi giorni davvero storici per la Chiesa Cattolica!