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Francesco nega d'essere "un anti Papa"

di Christopher A. Ferrara
6 ottobre 2015

“Forse qualcosa ha dato un'impressione un po' più 'sinistrina'', ha affermato Papa Francesco  durante il suo volo da Cuba verso gli Stati Uniti, "ma se è necessario che io reciti il Credo, sono disposto a farlo!" Queste curiose parole sono state pronunciate dal Papa dopo che un cardinale gli aveva detto che una donna lo considerava "l'antipapa" perché non "indossava le scarpe rosse", da sempre indossate dai Pontefici romani. Sfortunatamente per lui, le argomentazioni di chi ritiene Francesco un antipapa sono molto più serie e fondate rispetto all'assurda pretesa che egli lo sia solo a causa delle scarpette rosse che non indosserebbe. Tuttavia, più che la risposta in sé e per sé, è decisamente ragguardevole il fatto che il Papa abbia deciso di rispondere pubblicamente ad una simile accusa nei suoi confronti.

Perché è stato affrontato un argomento del genere? Il motivo è presto detto: ci troviamo a che fare con una situazione senza precedenti, con un Papa che non sembra rendersi conto delle tante sue parole e azioni sconcertanti che hanno confuso un gran numero di Cattolici in tutto il mondo (e non parlo solo dei sedevacantisti) al punto che in molti hanno cominciato a chiedersi se egli sia davvero Papa. Ad esempio, sia Antonio Socci che Ann Banhardt sostengono apertamente la tesi "dell'antipapa" sulla base dei principi contenuti nella Universi Dominici Gregis di Giovanni Paolo II, nella quale si ribadisce la scomunica automatica per qualsiasi cardinale elettore che conduca una qualsiasi "forma di patteggiamenti, accordi, promesse od altri impegni di qualsiasi genere che li possano costringere a dare o a negare il voto ad uno o ad alcuni" e quindi rendendo nulla qualsiasi promessa o "impegno di comune accordo, obbligandosi ad attuarli nel caso che uno di loro sia elevato al Pontificato".

Anche se tali scomuniche fossero state comminate per ciò che è accaduto nell'ultimo conclave, ciò non invaliderebbe comunque l'elezione del pontefice. Tuttavia, ci sono forti indizi a carico di due cardinali, in particolare, che avrebbero dovuto essere scomunicati secondo i termini della Universi Dominici Gregis a causa delle loro azioni durante l'ultimo conclave. A seguito di alcune recenti rivelazioni ad opera di Edward Pentin, mi sento in grado di affermare che questi due cardinali sono Danneels e Kasper. Come riporta Pentin in un'intervista in merito ad una sua nuova biografia, il Cardinale Danneels ha ammesso di aver fatto parte di un club segreto di cardinali che si erano opposti a Benedetto XVI. Lo ha definito "un club mafioso che portava il nome di San Gallo". Il gruppo si auspicava una drastica riforma della chiesa al fine di "renderla più moderna", e che a capo di essa vi fosse il Cardinale Jorge Bergoglio. La nascita e la natura di questo gruppo, che comprendeva anche i cardinali Walter Kasper e Carlo Maria Martini, sono state affrontate dalla biografia di Papa Francesco ad opera di Austen Ivereigh.

Se Danneels e Kasper hanno realmente fatto parte di un gruppo che ha complottato per aumentare i voti a favore di Bergoglio, allora essi cadrebbero sotto la fattispecie prevista dalla Universi Dominici Gregis e sarebbero quindi passibili di scomunica, anche se - com'è stato chiarito successivamente, il gruppo di "san Gallo" non si è più riunito formalmente dopo essere stato sconfitto durante il conclave del 2005. Questo significa, tuttavia, che la loro scomunica era ancora in vigore durante il conclave del 2013.

Francamente non penso che esistano due candidati più adatti alla scomunica: Danneels ha coperto le molestie omosessuali di Monsignor Roger Vangheluwe, ha scritto a favore del "matrimonio tra persone dello stesso sesso" in Belgio e, come ricordato da Pentin, ha persino suggerito al Re del Belgio di firmare una nuova legge a favore dell'aborto. Kasper, apparentemente mosso dalla "misericordia", promuove da più di 20 anni l'accesso alla comunione sacramentale per i divorziati risposati, e ha un curriculum modernista di tutto rispetto, avendo cercato in tutti i modi di svilire o sminuire la dottrina cattolica (mettendo in dubbio, tanto per fare un esempio, la storicità della successione apostolica, i miracoli di Gesù, l'immutabilità di Dio, e così via).

Poiché sia Danneels che Kasper hanno fatto parte di quella cabala che si è così tanto battuta per l'elezione del Cardinale Bergolio, è forse una coincidenza il fatto che Papa Francesco abbia sostenuto sin dalla sua elezione, e specialmente durante il Sinodo 2014, il principio apparentemente "misericordioso" - ma in realtà eretico - di Kasper? O che abbia personalmente assegnato a Kasper e Danneels delle posizioni chiave nel Sinodo 2015? Qualunque sia la vostra opinione, fa comunque tutto parte dello scenario predetto dal Terzo Segreto di Fatima, uno scenario che si sta manifestando proprio in questo momento "in maniera davvero terrificante" - per usare le eccezionali parole di Papa Benedetto XVI, un “vescovo vestito di bianco.”