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Papa Francesco e lo stato dell'unione

di Christopher A. Ferrara
28 settembre 2015

Nel primo discorso mai tenuto da un Papa al Congresso degli Stati Uniti d'America, il vicario di Cristo non ha mai menzionato Gesù, ma soltanto Mosé, e in quanto figura che "ci conduce direttamente a Dio e quindi alla dignità trascendente dell'essere umano". Davanti alla storica opportunità di predicare la verità cattolica dinanzi alla massima espressione del potere secolare, Papa Francesco non ha citato Gesù come modello da imitare, né tanto meno uno tra i tanti santi della Chiesa cattolica, ma piuttosto Abraham Lincoln, Martin Luther King, la controversa Dorothy Day (un ex socialista ed attivista per i diritti delle donne convertitasi al cattolicesimo) e Thomas Merton, il monaco Modernista famoso per la sua storia di conversione (Seven Storey Mountain) alla quale però fece seguito una vita che lo portò a flirtare col Buddismo e ad una orribile morte in un bagno di Bangkok.

Francesco non ha nemmeno avuto il coraggio di menzionare la tanto popolare madre Teresa di Calcutta, che almeno aveva avuto il coraggio davanti a molti membri del congresso, durante il suo discorso per la colazione di preghiera a Washington, di dire cose che apparentemente Papa Francesco non vuole invece dire ai potenti del mondo. Ecco cosa disse madre Teresa in quell'occasione:

Ogni aborto è la negazione del Gesù vivente, è un rifiuto di ricevere Gesù… Se accettiamo che una madre possa uccidere persino il proprio figlio, come possiamo dire alle persone di non uccidersi l'una con l'altra! … Qualsiasi nazione che accetti l'aborto non sta insegnando alla sua gente ad amarsi l'un l'altro, ma semmai ad usare ogni sorta di violenza per ottenere ciò che vuole.

Francesco non ha né menzionato né condannato l'aborto, come invece aveva fatto Madre Teresa, anche se il Congresso degli Stati Uniti è attualmente impegnato in un dibattito sulla revoca dei fondi governativi a favore dell'Associazione per la Genitorialità Controllata, la Planned Parenthood, a causa dell'utilizzo da parte di quest'ultima di feti abortiti a fini di lucro. In merito alla difesa della vita, Francesco ha detto soltanto questo: " La Regola d’Oro ci mette anche di fronte alla nostra responsabilità di proteggere e difendere la vita umana in ogni fase del suo sviluppo. Questa convinzione mi ha portato, fin dall’inizio del mio ministero, a sostenere a vari livelli l’abolizione globale della pena di morte."

Per Francesco quindi, il diritto alla vita richiede l'abolizione globale della pena di morte, come se gli assassini condannati alla pena di morte, i quali come insegnava Pio XII hanno perso il loro diritto a vivere, rappresentino un "passaggio fondamentale" nello sviluppo della vita umana. Ma allora che dire dell'abolizione globale dell'aborto, che distrugge la vita umana all'inizio della sua formazione? Di questo, Papa Francesco non ha detto nulla davanti al Congresso. Anzi, mentre chiedeva incessantemente l'abolizione della pena di morte, che la Chiesa ha invece sempre approvato come metodo per punire i crimini più gravi, il Papa non ha chiesto niente in merito all'aborto, che invece la Chiesa ha sempre condannato in quanto omicidio di massa di bambini innocenti. Un contrasto stridente e assai rivelante.

Oltre all'abolizione della pena di morte, Francesco ha chiesto ogni sorta di dialogo, di azioni a favore dell'ambiente, una più equa distribuzione delle ricchezze, la fine del commercio delle armi, la fine della guerra e delle violenze, pace, amore, solidarietà e l'evitare "il semplicistico riduzionismo che vede solo bene o male…" Il risultato del suo discorso sullo "stato dell'Unione", è stato uno fragoroso applauso da parte di entrambi gli schieramenti, sia da parte dei Democratici sia da quella dei Repubblicani. Addirittura da standing ovation è stata la reazione alle parole iniziali di Francesco, quando ha definito l'America "la terra dei liberi e casa dei valorosi" (quando in realtà, lo ricordiamo, è la capitale mondiale degli aborti, e dove i "matrimoni omosessuali" sono stati imposti a tutti e 50 gli Stati senza che il Papa dicesse alcunché per protesta).

All'indomani del discorso di Papa Francesco, persino il conduttore di un talk show radiofonico ebraico come Micheal Savage ha subito compreso qual'era il vero significato di quelle parole. Durante il suo show del 25 settembre, ha descritto l'accaduto come "una fusione tra Chiesa e Stato senza soluzione di continuità", intendendo l'assorbimento de facto della Chiesa all'interno dello stato e la riduzione del ruolo del pontificato a quello di una specie di Cappellano di una religione non confessionale del nuovo ordine mondiale. Stiamo davvero assistendo al processo che era stato descritto dal vescovo Rudolf Graber negli anni '70: una sinarchia, cioè il compimento degli scopi massonici secondo i quali "il cattolicesimo, come tutte le altre religioni, verrà necessariamente assorbito all'interno di un sincretismo universale. Lungi dall'essere soppresso, esso verrà integrato, un percorso che già vediamo all'opera nel principio ecumenico". Per comprendere questa terribile realtà basta guardare il video della partecipazione del Papa ad una funzione multi confessionale tenutasi subito dopo il suo discorso al Memoriale dell'11 settembre a New York. Solo il ministro protestante, quel giorno, ha menzionato Cristo ed il Suo Vangelo, mentre Francesco, il Vicario di Cristo in terra, ha solo chiesto un minuto di silenzio…

Solo la Madonna di Fatima può farci ottenere la grazia d'impedire che la Chiesa abbandoni il suo impegno divino di fare discepoli in tutte le nazioni. E solo le promesse di Gesù Cristo, per mezzo di Sua Madre Maria in quanto Mediatrice di tutte le grazie, sono in grado di rassicurarci che questa crisi - per quanto senza precedenti - un giorno finirà. Nel frattempo, tuttavia, dobbiamo riconoscere tale crisi per ciò che è ed armarci contro di essa per mezzo del Santo Rosario e degli altri strumenti che solo la Chiesa Cattolica può fornirci.