1. Synod 2015

    image
  2. Universale alla preghiera

  3. Fatima TV Worldwide

    image
  4. Risposta alle tue domande

  5. Supplica al Santo Padre

  6. Social Network

È una questione di resistenza

di Christopher A. Ferrara
8 settembre 2015

Mentre passano i giorni, la sensazione che Francesco sia un Papa da prendere con circospezione, piuttosto che da seguire ciecamente, sembra essere penetrata piuttosto a fondo negli ambienti conservatori della Chiesa, dove mai tale pensiero era apparso prima d'ora. Gli ideologi neo-cattolici continueranno ovviamente a difendere ad oltranza qualsiasi novità ecclesiale approvata dal Papa, a prescindere da quanto possa essere disastrosa, perché questo è ciò che sentono come proprio "impegno ideologico". Altri commentatori meno conservatori, tuttavia, non hanno un simile freno ed il loro numero va aumentando di giorno in giorno, anche se sono ancora fin troppo timidi nelle proprie denuncie.

Ad esempio, William Oddie, in un articolo per il Catholic Herald, ha giustamente affermato che "è forse giunto il momento di riconoscere che si da troppa fiducia ai papi, quand'essi non sono impegnati nella difesa degli insegnamenti infallibili della Chiesa". Dopo aver tracciato paragoni non certo benevoli tra Francesco e i suoi predecessori Giovanni Paolo II e Benedetto XVI, e dopo aver rivelato la sua angoscia in merito alla bizzarra "reciclica" Laudato Si, Oddie ha espresso tutta la sua esasperazione per il programma Bergogliano: "Forse mi aspettavo troppo dal mio Papa, chi lo sa ... ho pensato che difendere e spiegare il Magistero fosse ciò per cui esistono i papi…".

Ma è proprio così, caro Oddie, è questo il loro dovere! Tuttavia, il fatto che sempre più persone riconoscano che Francesco non stia facendo quel che i fedeli cattolici hanno il diritto di aspettarsi da un Papa, può benissimo essere il bene che Dio è trae dal male dell'attuale crisi ecclesiale (quella crisi che lo stesso Francesco è riuscito a portare ad un livello senza precedenti). Il pontificato di Bergoglio ha chiarito a molti (che prima d'allora mai lo avrebbero pensato), ciò che il cardinale Ratzinger aveva scritto circa cinque anni prima di diventare Papa: "In effetti, il Concilio Vaticano I non aveva in alcun modo definito il Papa come un monarca assoluto. Al contrario, lo ha presentato come il garante dell'obbedienza alla Parola rivelata. L'autorità del Papa è legata alla Tradizione della fede ... L'autorità del papa non è illimitata; essa è al servizio della Tradizione Sacra. "

Gli osservatori intellettualmente onesti non possono più negare - anche se non riescono ancora ad ammetterlo del tutto - che Francesco semplicemente non pensa di essere "legato alla Tradizione della fede", ma piuttosto si sente libero di indulgere nel suo sogno, espresso nel suo famigerato manifesto personale, la Evangelii Gaudium , di " trasformare ogni cosa, perché le consuetudini, gli stili, gli orari, il linguaggio e ogni struttura ecclesiale diventino un canale adeguato per l’evangelizzazione del mondo attuale, più che per l’auto-preservazione." La Chiesa ha attualmente al suo vertice un Papa che dichiara apertamente nello stesso Manifesto, che, per lui, l'auto-conservazione della Chiesa è di secondaria importanza e che "Più della paura di sbagliare, spero che ci muova la paura di rinchiuderci nelle strutture che ci danno una falsa protezione, nelle norme che ci trasformano in giudici implacabili... "

Che cosa dovrebbe fare un fedele cattolico di fronte a simili dichiarazioni da parte di un Pontefice Romano? La tradizione stessa afferma che è "lecito resistere al Papa", se necessario, per difendere la Chiesa contro l'imprudenza o addirittura l'incoscienza di un Papa. Come scriveva san Roberto Bellarmino, un dottore della Chiesa:

Così come è lecito resistere al Pontefice che aggredisce il corpo, è altresì lecito resistere a quello che aggredisce le anime o che disturba l’ordine civile, o che, soprattutto, cerca di distruggere la Chiesa. Io dico che è lecito resistergli non obbedendo ai suoi ordini ed impedendo che il suo volere venga eseguito; non è lecito, tuttavia, giudicarlo, punirlo o deporlo, perché questi atti sono propri di un superiore. 1

Così, ai fedeli è richiesto molto più dell'atteggiamento di supina rassegnazione espressa da Oddie nel suo articolo, nel quale cita il seguente consiglio di un suo amico sacerdote: "non fatevi sconvolgere troppo da un Papa: i Papi vanno e vengono; un grande papa è un dono meraviglioso , ma ne abbiamo già avuti due di fila. È la Chiesa ciò da cui dobbiamo dipendere." Non è un consiglio opportuno né veritiero: un Papa non è un qualcosa di superfluo "che va e viene", o una figura che il fedele può semplicemente ignorare qualora insegni o governi male….Infatti, anche se è vero che "dipendiamo dalla chiesa", il Papa è per indicazione divina il suo centro d'unità, quindi un Papa ribelle colpisce al cuore la salute stessa del corpo mistico della Chiesa, e pertanto dei suoi singoli membri. Proprio a causa della funzione indispensabile del ministero petrino, un Papa ribelle deve invece essere contrastato e i suoi piani ostacolati da un'opposizione leale, ma forte, proprio come insegnava il Bellarmino. 

Tuttavia, questa resistenza non è essa stessa una soluzione alla crisi. Essa può mitigare la crisi, limitando il più possibile i danni che un papa ribelle può arrecare alla Chiesa, ma solo fino a quando un suo successore fedele alla Tradizione fornirà finalmente una vera leadership, senza la quale la restaurazione della Chiesa universale è impossibile. Per ottenere il favore divino di un tale Papa dobbiamo però pregare per l'intervento della Madonna di Fatima, la cui profezia nel Terzo Segreto con tutta probabilità, parlava proprio della crisi attuale, assolutamente senza precedenti.

San Roberto Bellarmino, De Romano Pontifice, Libro II, Capitolo 29.