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Il subdolo Cupich parla del Sinodo del destino

di Christopher A. Ferrara
31 agosto 2015

In una intervista al Catholic New World, la rivista dell'Arcidiocesi di Chicago, il vescovo Blase Cupich spiega perché Papa Francesco lo abbia scelto come successore del Cardinale George in veste di Arcivescovo di Chicago, per poi invitarlo al Sinodo (malgrado non fosse stato scelto dalla conferenza episcopale americana). Cupich - che dimostra d'essere più preoccupato per "la disoccupazione" piuttosto che per la vivisezione e la vendita di feti umani - si è unito anima e corpo all'ambiguo progetto che si cela dietro al prossimo "Sinodo del destino".

Rispondendo all'intervistatore che gli aveva chiesto lumi in merito alla "confusione delle parole del Papa" su diverse questioni, Cupich ha aggiunto ulteriore confusione sul Sinodo, sperando che in pochi possano rendersi conto di che cos'è realmente questo Sinodo: "Il Papa non ha detto di voler cambiare la dottrina della chiesa, ma ha indicato che è necessario cambiare alcune sue procedure e pratiche. Sono due cose ben diverse."

Sciocchezze! Questo è il tipico linguaggio usato da un politico navigato. Le "procedure e pratiche" della Chiesa in merito al Sacramento del Matrimonio sono legate intrinsecamente alle parole di Nostro Signore in persona: "Chiunque ripudia la propria moglie e ne sposa un'altra, commette adulterio; chi sposa una donna ripudiata dal marito, commette adulterio. " (Luca 16:18).

La dottrina della chiesa, la parola di Dio Onnipotente su questo argomento, nonché la pratica bi millenaria della Chiesa in merito all'impossibilità di ammettere gli adulteri alla Eucaristia, non sono certo "due cose ben diverse", che per Cupich dovrebbero essere prese separatamente! Esse invece costituiscono un unicum inseparabile: la Rivelazione Divina e l'obbedienza ad essa da parte della Chiesa. Come ha dichiarato il Cardinale Sarah in risposta a queste assurdità: "il principio secondo cui il Magistero potrebbe essere messo in una bella scatoletta, separandolo dalla pratica pastorale - che quindi si evolverebbe secondo le circostanze, le mode o le passioni - è una forma d'eresia, una pericolosa patologia schizofrenica…"

Continuando ad ingannare i fedeli, Cupich ha affermato: "Abbiamo già visto dei cambiamenti nelle pratiche e nelle procedure della Chiesa. Ad esempio, i tribunali ecclesiastici decidono ormai su alcuni determinati annullamenti matrimoniali in modo diverso rispetto a prima, e abbiamo visto il cosiddetto Privilegio Petrino introdotto nel 20° secolo e fondato sulla base del cosiddetto "Privilegio Paolino". Quindi in passato ci sono già stati cambiamenti nella pratica e nelle procedure della chiesa, riguardo ai matrimoni"

Le parole di Cupich non sono altro che demagogia. Questo vescovo sa benissimo che il Privilegio Petrino non è certo un " cambiamento nelle procedure e nelle pratiche della chiesa", ma semmai un riconoscimento da parte di quest'ultima che non può esservi alcun matrimonio sacramentale tra due persone che non siano battezzate - dando luogo al Privilegio Paolino - né che vi possa essere un matrimonio sacramentale tra due persone delle quali una sola non sia battezzata, e questo perché il Sacro vincolo matrimoniale non si realizza a meno che entrambi i coniugi non facciano parte del Corpo mistico di Cristo per mezzo del Battesimo.

Sia il Privilegio Paolino sia quello Petrino, pertanto, nascono dalla non esistenza di un matrimonio sacramentale: si tratta di un'unione naturale che si dissolve per permettere la nascita di un matrimonio davvero sacramentale per una persona non battezzata, se il coniuge non battezzato dell'unione naturale originale non desidera convertirsi. L'unico motivo per cui il privilegio petrino è diventato universale nella chiesa, durante il 20° secolo, è che prima di allora i matrimoni misti tra cattolici e persone non battezzate erano molto rari.

Ma, lo ripeto, entrambi i privilegi si basavano sulla realtà ontologica che non può esservi la santità del matrimonio laddove una o entrambe le parti non siano battezzate, ma solo un cambiamento procedurale opzionale.

Infine, Cupich pronuncia un classico mantra demagogico, ripreso anche dal prossimo Sinodo del destino, e destinato ad ingannare i fedeli:

Quel che è interessante o nuovo in quello che sta cercando di fare il Papa per mezzo del Sinodo è che egli sta dicendo: "non cominciamo dalle regole, ma da dove vive la gente", da quello che sta passando, dalle loro necessità pastorali in questo momento, che non possono essere ignorate se la chiesa vuole davvero diffondere ed espandere la misericordia di Cristo. Dobbiamo cominciare da qui.
Il Papa ha cambiato il punto di partenza: non sono più le leggi o le regole, ma le situazioni in cui si trova la gente e come possiamo riuscire a far arrivare loro la misericordia di Cristo. Questa è la domanda che si fa Papa Francesco, ed egli dice che niente va tralasciato. Non possiamo dire "non dovresti fare questo o non dovresti fare quello". No, il Papa sta dicendo che "bisogna parlare di tutto".

Ma per favore! La questione del cercare la gente "la dove essa vive" non è certo separato né distinto dalle "leggi o regole". La perenne disciplina della Chiesa ha sempre considerato questi peccati allo stesso modo, secondo la sua immutabile legge morale. Le vite dei Cattolici di oggi, qualora scelgano di sposarsi in Chiesa per poi divorziare e risposarsi civilmente, sono esattamente le stesse dei fedeli che vissero 100, 50 o 1000 anni fa: si tratta sempre e comunque di adulterio!

Né la Chiesa ha mai rinnegato la sua missione di "estendere la misericordia di Cristo" a queste persone: lo ha fatto chiedendo loro di vivere secondo gli insegnamenti del Signore, perché in essi risiede la Sua misericordia! Suggerire che sotto Francesco la Chiesa Cattolica sia stata finalmente in grado di "estendere la misericordia di Cristo" ai divorziati e risposati significa prendersi gioco di tutto ciò che avevano affermato i predecessori di Francesco, inclusi Benedetto XVI e Giovanni Paolo II, entrambi i quali avevano ribadito quella stessa dottrina che Cupich ed i controllori del Sinodo del destino stanno cercando di spazzar via.

Perché minare alle fondamenta la disciplina della chiesa è esattamente ciò che desidera Cupich, specialmente alla luce di ciò che afferma in relazione a Francesco, e cioè che "nulla è escluso… non possiamo dire 'non dovresti fare questo o non dovresti fare quello'… no, bisogna parlare di tutto!" Ah davvero? Nulla può essere escluso? Non c'è nulla di cui non si possa parlare al SInodo? Si può parlare davvero di tutto?

Purtroppo è chiaro ciò che sta accadendo, ma davanti all'imminente "Sinodo del destino", ogni cattolico degno di questo nome ha il dovere di far sapere forte e chiaro a questi furfanti ecclesiastici - gente come Cupich - che noi conosciamo bene i loro sporchi trucchi, e ci opporremo ad essi con tutta la nostra forza - proprio come fa adesso un numero sempre più grande di sacerdoti, vescovi e persino Cardinali, che ne hanno avuto abbastanza della farsa che Francesco è andato orchestrando sin da quando questo folle Sinodo è stato annunciato al mondo.