1. Fatima Portogallo

    fatimaTV
  2. Progetti Per Roma

    fatimaTV
  3. fatimaTV

    fatimaTV
  4. Padre Gruner risponde

  5. Social Network

Che cosa sono questi "peccati" inventati da Bartolomeo? Che ci fanno in un'Enciclica Papale?

di Christopher A. Ferrara
3 agosto 2015

Questo è un seguito al mio articolo è questa la più grande bomba nella Laudato Si? - vale a dire, la presentazione, in quest'ultima, delle assurdità ambientaliste da parte del "Papa" ortodosso Bartolomeo, come se quest'ultimo avesse una qualsiasi autorità nel vincolare i fedeli cattolici! Mi sembra opportuno fornire un'analisi più ravvicinata al concetto espresso da Bartolomeo di "crimine contro il mondo naturale". Leggiamo quindi quel passaggio che Francesco cita nei paragrafi di apertura della sua "reciclica":

"Che gli esseri umani distruggano la diversità biologica nella creazione di Dio; che gli esseri umani compromettano l’integrità della terra e contribuiscano al cambiamento climatico, spogliando la terra delle sue foreste naturali o distruggendo le sue zone umide; che gli esseri umani inquinino le acque, il suolo, l’aria: tutti questi sono peccati. Perché: "un crimine contro la natura è un crimine contro noi stessi e un peccato contro Dio ". ( LS 8)

Come possiamo vedere, lo scismatico che Francesco ci introduce come autorità "per i cattolici" individua tre presunti peccati "contro noi stessi… e contro Dio":

Primo "peccato": "distruggere la diversità biologica nella creazione di Dio..."

Francamente non sono a conoscenza di alcun comandamento divino che dica "dovrai conservare la diversità biologica". Al contrario, Dio comandò all'uomo di "dominare sui pesci del mare, gli uccelli del cielo e su ogni essere vivente che si muove sulla terra." Se qualche specie si è estinta a causa delle attività umane, come l'utilizzo intensivo del territorio o l'allevamento degli animali, tale risultato non è altro che una conseguenza del dominio dell'uomo sulla terra e sulle sue creature per i propri scopi legittimi, tra cui il decidere dove vivere, cosa mangiare e come produrre il cibo. Non esiste alcuna "specifica" divina per un numero di specie animali che l'uomo deve mantenere a tutti i costi. La distruzione indiscriminata della vita animale è una cosa, ed è certamente un peccato, ma definire peccato la perdita della "biodiversità" in sé e per sé, è una vera e propria sciocchezza.

Secondo "peccato": "compromettere l’integrità della terra e contribuire al cambiamento climatico ".

Ma stiamo scherzando? Per prima cosa, "la scienza dei cambiamenti climatici" è una vera truffa ideologica, per la quale sono state usate "simulazioni al computer" falsificate e "dati" manipolati, come persino la stampa laica è stata costretta a riconoscere. In ogni caso, da quando in qua un cambiamento nel clima é un errore di per se stesso? Dov'è che Dio ha comandato: "Non cambierai il clima"? Al contrario, il suo comandamento è stato "riempite la terra e soggiogatela..." Per quanto riguarda l'idea che avremmo un qualche dovere di preservare "l'integrità della terra", mantenendo un mitico status quo climatologico - che poi il clima cambia da sempre - la terra non ha alcun diritto a tale "integrità". L'idea è assurda. La terra non è un ente morale in possesso di un "diritto" ad un determinato modello climatologico come parte della sua "integrità"…

Inoltre, con quale autorità un prelato scismatico può dichiarare che qualsiasi "cambiamento climatico" sia dannoso ipso facto, come se la terra che Dio ha creato fosse incapace di adeguarsi agli effetti del l'attività degli esseri umani, ai quali Dio stesso ha comandato di moltiplicarsi in essa, di riempirla e soggiogarla? Questo inesistente peccato si basa sull'assurda tesi della cosiddetta "terra fragile ", secondo la quale l'uomo è sempre sul punto di "distruggere il pianeta", come se la Provvidenza Divina non fosse impegnata nel mantenere l'ordine naturale a beneficio dell'uomo.

Terzo "peccato": "spogliare la terra delle sue foreste naturali o distruggere le sue zone umide."

Sciocchezza ancor più grande! Nessuno ha mai "spogliato la terra delle sue foreste naturali", anche se abbiamo ovviamente il dovere di gestire ed evitare l'inutile distruzione di questa preziosa risorsa naturale. L'uomo ha tutto il diritto di abbattere gli alberi e sfoltire i boschi per i suoi scopi legittimi, anche se vi è, come in tutte le cose, un dovere di moderazione e prudenza. Senza la liberazione dei terreni arboricoli e la raccolta del legname l'uomo non avrebbe mai potuto costruire i villaggi, le città e le strade, e staremmo ancora tutti in rozze capanne fatte di rami e pietre in mezzo a un bosco. La stessa carta su cui vengono stampati i peccati inventati da Bartolomeo é stata fatta con alberi abbattuti (e anche se fosse carta riciclata, il tutto funziona solo fino ad un certo punto, perché comunque gli alberi vanno abbattuti comunque per la produzione della carta).

Tutto questo fa parte del "soggiogare la terra" da parte dell'uomo. E anche se il terreno boschivo fosse stato ingiustamente abusato o devastato, ciò sarebbe sbagliato non in quanto dannoso per la terra, ma solo in quanto peccato contro i nostri fratelli. La terra non ha alcun diritto morale nei confronti dell'uomo per il mantenimento delle sue foreste vergini. Ma qui da notare è la frase rilevante "foreste naturali. A quanto pare, i programmi di rimboschimento che sostituiscono gli alberi abbattuti non sono abbastanza per Bartolomeo. Oh no. Dobbiamo avere solo le foreste naturali originali, altrimenti la terra verrebbe danneggiata… ma per Favore!

Per quanto riguarda l'affermazione che "la distruzione delle zone umide" sia un peccato, l'unica risposta cattolica dovrebbe essere una sana e grassa risata. Le zone umide sono paludi, per l'amor del cielo, come quelle che si trovano nel New Jersey, dove la mafia scaricava i corpi delle sue vittime. Se l'uomo ha bisogno di drenare le paludi per scopi legittimi non è certo un "peccato". Ora, naturalmente, le comunità possono per ragioni storiche, panoramiche o anche ambientali, decidere di preservare alcune zone umide in particolare, con misure particolari (tanto per fare un esempio, la Low Country del Sud Carolina è una zona paludosa preservata per la sua bellezza). Può essere anche una decisione presa per il bene comune della comunità (sempre nella Low Country, ad esempio, le autorità civili hanno respinto la richiesta di Wal-Mart di costruire un proprio centro commerciale in quella zona). Ma dichiarare semplicemente che "la distruzione delle zone umide" è un peccato, solo perché sono zone umide, è francamente ridicolo.

Così, Francesco vorrebbe farci sentire in colpa per aver commesso dei peccati identificati da un prelato scismatico che non accetta nemmeno l'autorità del Papa… peccati che, a ben guardare, non esistono nemmeno! Più si esamina la Laudato Si, più essa diventa angosciante. C'è molto di più in questo "documento-manifesto" di quanto non si possa apprezzare ad una prima, una seconda o addirittura una terza lettura. Questo, pertanto, non sarà l'ultimo articolo che dedicheremo alle stravaganti pagine (ben 185!) di quest'enciclica che Francesco vorrebbe fosse indirizzata ad "ogni persona che vive su questo pianeta."